Ex gay? Io interpreto un Luca confuso

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«Nella vita non bisogna mai giudicare se non si conoscono a fondo le cose», parola di Massimiliano Varrese, l'attore che interpreta il famoso Luca nel video di "Luca...

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Non fa una piega. Né sulle polemiche che hanno animato i rotocalchi, né fatto infuriare le associazioni gay, né quelle che hanno fatto tuonare anche l’Osservatore Romano. Massimiliano Varrese ha avuto l’onere di interpetare quel Luca tanto criticato nel video del brano di Povia. «Ho accettato. Sono un professionista. Conosco bene la produzione e il regista Marco Carlucci. E con Giuseppe Povia ci conosciamo da 10 anni. Abbiamo avuto lo stesso agente.» E aggiunge: «Anche in passato ho ricoperto il ruolo di un  un gay nella serie tv "Il bello delle donne" e a breve uscirà nelle sale il film "Alice" di Oreste Crisostomi in cui ancora una volta interpreto la parte di un gay, ma tutto questo non ha nulla a che fare con la mia sessualità.»

Legittimo chiedersi se tu non abbia accettato il ruolo di Luca nel video per accrescere la tua popolarità

Non ho bisogno di attirare l’attenzione in questo modo. Sono anni che lavoro e che faccio film, e ho costruito e continuo a lavorare sulla mia carriera con professionalità.

Si è detto che tu sia gay, un motivo in più per non accettare quel ruolo…

Io non sono gay e non lo sono mai stato. Non capisco perché si debba affermare del falso solo perché ho interpretato un ruolo. Sono un attore e mi sono calato nei panni di Luca. Ma quella è solo la sua storia, non è quella di tutti gli omosessuali. In Italia spesso

si confondono i ruoli. Quello che si fa per la fiction non è la realtà. E sinceramente non credo che la maggior parte dei gay sia critico nei confronti della mia scelta. Ho ricevuto e ricevo centinaia di email di persone omosessuali e non, che prima di vedere il video mi hanno criticato. Dopo averlo visto si sono invece complimentate con me per la performance.

Il "lui" della coppia di sposi comparsa a sorpresa sul palco dell’Ariston durante un’esibizione di Povia eri tu. Non sarebbe stato più giusto fare salire su quel palco anche una coppia gay?

Forse sì, anche se credo che l’Italia non sia poi così pronta a vedere un bacio gay in diretta ed in prima serata su Raiuno.

Nel brano Povia descrive l’omosessualità di Luca come il frutto di

un amore "ossessivo" da parte della madre e dell’assenza del padre. Concordi con queste affermazioni?

Mi sono limitato ad analizzare il testo della canzone come attore per rendere reale la figura di Luca cercando di interpretare le emozioni che quel testo raccoglieva. L’omosessualità non è una malattia. Non penso che dipenda da fattori esterni, educazione, o dal rapporto con i genitori. Credo che sia una condizione, come lo è l’eterosessualità. L’unico errore, contestato poi da tutti, è stato quello di usare il verbo all’imperfetto "Luca era gay". Io credo che il Luca di cui si parla sia più confuso che omosessuale.

Qualche anno fa Povia aveva dichiarato di essere stato gay per soli sei mesi. Poi ha ritrattato tutto ed ha negato di averlo mai detto.

Non credi che con queste sue dichiarazioni abbia tentanto di attirare l’attenzione dei media? E non  trovi che sia stato di cattivo gusto nei confronti degli omosessuali?

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Non credo che Giuseppe sia un tipo che giochi su queste situazioni. Credo che a volte siano i media ad attuare strumentalizzazioni. Giocare sulla sessualità, sull’omosessualità non è giusto. Bisogna rispettare la vita degli altri.

È vero che nel tuo prossimo film interpreterai nuovamente un ragazzo gay?

Si, sarò Sandro, un ragazzo di 30 anni, felicemente gay e fidanzato con un ragazzo che sta con una ragazza.

Ci risiamo…

(ride, ndr) ma in questo caso Sandro è un ragazzo ironico e  frizzante, che aiuta con la sua freschezza la sua migliore amica ad uscire dal bozzolo che si è costruita e la spinge a vivere veramente. Con me ci saranno anche Camilla Ferranti, Fioretta Mari, Catherine Spaack.

di Michele Sabia

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