FRAGILE ALFREDO

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Uno splendido Iscritto romano di 60 anni

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Poche parole per presentare il nuovo Iscritto della Settimana, un iscritto un po’ diverso dai soliti che vi abbiamo abituato a vedere. Alfredo è un ragazzo romano, un musicologo, amante della musscia contemporanea, grande lettore e acuto amante del bel cinema. Alfredo ha sessanta anni, ha una relazione e si definisce "fragilissimo". Secondo me, Alfredo è una persona davvero da conoscere, un uomo che sa affascinare anche solo attraverso queste poche righe che seguono e alle quali vi lascio per darvi il piacere di scoprire un nuovo amico…

A proposito delle foto, qui accanto ne trovate una di Alfredo di qualche anno fa («è di dieci anni fa – ci spiega Alfredo – sono su una bellissima isola dell’Egeo, Amorgòs, dove ho una casa. Sto bevendo un bicchiere di retsina. Sono dimagrito, da allora. Ma ahimè, anche invecchiato: barba e capelli si sono fatti grigi. Ma bisogna accettarsi per quello che si è: ogni età ha vantaggi e svantaggi. In ogni caso rimpiangere il tempo andato a che serve? Non lo fa ritornare e rende più amaro il tempo presente»)

Nome: Alfredo, ma tutti mi chiamano Dino.

Indirizzo su Me! http://www.gay.it/me/avillat.htm

Età: 60

Città: Roma

Peso e altezza: 71 kg 174 cm

Segno zodiacale: Toro, ascendente Leone

Professione: critico musicale, insegnante, scrittore.

Che CD ascolti in questo periodo? musica contemporanea e musica del secolo xx

I tuoi libri preferiti? Odissea, Divina Commedia, tutto Shakespeare, tutto Goethe, Baudelaire, Kafka, Proust, Musil, Joyce, Marquez, Borges, Marias.

E i tuoi film preferiti? Tutti quelli di Eisenstein, Dreyer, Chaplin, Stanlio e Ollio, Bresson, Fellini, Bergmann, Kurosawa, Oshima, Bresson, l’elenco potrebbe continuare all’infinito: un solo limite, nessuno dei film italiani da 30 anni a questa parte, Moretti compreso, credo che il cinema italiano oggi sia il peggiore del mondo.

Sei più in forma di mattina o di sera? di sera

Ti consideri gay o bisex? gay

Quante persone sanno della tua omo/bisessualità? tutti quelli che mi conoscono

Esci spesso, la sera o nei week-end? Sì, con gli amici.

Che genere di ragazzi/e ti piacciono? Giovani, sensibili, non necessariamente "colti". Ma disponibili a ogni tipo di rapporto. Non è detto che si debba finire a letto. Ma se ci si finisce, allora tutto è possibile, tranne la violenza.

Raccontaci il tuo primo bacio. Non è stato bello. Ero inesperto, cattolico, inibito. Ma mi è servito per liberarmi del cattolicesimo e dei falsi amici.

Cosa guardi subito in un ragazzo o in una ragazza? Il viso, gli occhi e la bocca.

Hai un/una partner? Si. Attualmente ho trovato un ragazzo che mi vuole bene, mi vuole molto bene. Che voglio di più? Se mi guardo indietro, allora, tanto vale vedere anche il bello: un amore con una donna durato un anno, intenso, credevo di essere cambiato. Ed era vero amore. Invece poi è arrivato un ragazzo di 20 anni, e mi ha preso per venti, lunghi, bellissimi anni: quale amore dura così tanto? Perché è finito? Non lo so. E sono stato io a finirla. Ciò mi fa sentire dentro un senso di struggimento e di malinconia, dal quale non credo di poter guarire. Basta. Non voglio scoprirmi troppo.

Cosa cerchi in una relazione? Piacere e comunicazione, oltre, naturalmente, allo scambio di idee e sensazioni, alla comunità di sentimenti e opinioni.

A quale film assomiglia la tua vita? Il posto delle fragole

Dimmi il nome di tre personalità (viventi o del passato) che vorresti invitare a cena. Lucrezio, Rossini, Baudelaire.

Un tuo segreto, una cosa che solo poche persone sanno di te? Sono fragilissimo: bacerei ogni bocca che mi attira, e se mi cede, gli cederei la mia vita.

Voglio aggiungere due o tre cose: Una: il 25 giugno al teatro Belli di Roma reciterò un mio monologo dal titolo Una storia mai cominciata, nell’ambito della rassegna Il garofano verde. E’ la storia di un sessantenne che incontra un ragazzo nella chat, il quale al momento di realizzare l’incontro, manca l’appuntamento, preferendo la realtà virtuale alla possibile delusione di quella reale. Due: molti lettori probabilmente mi conoscono dalle critiche musicali che scrivo sulla Repubblica con la firma di Dino Villatico. Tre: non amo chi si nasconde, amo giocare a carte scoperte, e l’ho spesso pagato a prezzo duro, feroce, bestiale. Basta?

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