Giacomo Urtis: “L’Isola, il sesso, la paternità e l’allungamento del pene”

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"Una volta dire di essere gay era uno scandalo, mentre oggi sembra una vera e propria moda": parla il chirurgo delle star Giacomo Urtis.

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Partiamo dall’Isola dei Famosi. Che esperienza è stata?

È stata un’esperienza che mi ha fatto scoprire alcuni valori che, per una serie di motivi, non avevo ancora mai conosciuto da vicino. Però, allo stesso tempo, è stata un’esperienza molto dura. Non solo per la fame, ma anche per la noia che provavo e per le difficoltà nel relazionarmi con gli altri concorrenti.

Cosa ti ha spinto ad accettare una sfida come quella?

La voglia di mettermi in gioco! È innegabile che io faccia una vita molto agiata e, proprio per questo, volevo provare a vedermi in una realtà un po’ wild. Infatti, col senno di poi, penso di aver fatto la scelta meno giusta.

In che senso?

Penso che sarei stato più adatto ad un reality come il Grande Fratello Vip. Se ad esempio me la dovessero mai riproporre, non prenderei in considerazione neanche la proposta. 

Non temevi che quel tipo di reality potesse intaccare la tua immagine di medico?

Prima di partire ero molto preoccupato, quello sì, ma poi credo di aver dimostrato di essere la persona seria che sono. 

Ecco: qui la voce di Giacomo Urtis, il chirurgo estetico più famoso d’Italia, inizia a cambiare. Le chiacchiere sulla sua professionalità, mentre era dall’altra parte del mondo come naufrago per l’ultima edizione del reality show l’Isola dei Famosi, l’han davvero colpito, ma gli basta riprendere a parlare del suo lavoro per tornare a sorridere. I numeri che girano intorno alle sue pagine sono in continua ascesa e lo si capisce anche dalle lunghe liste d’attesa per finire tra le sue mani. Tra una domanda e l’altra, Giacomo parla a ruota libera di chirurgia, di omosessualità, di Nina Moric, di promiscuità, di paternità, ma anche del suo più grande sogno: aiutare le coppie gay a diventare genitori.

Che poi, a tal proposito, in concomitanza con la tua partenza, partì un linciaggio mediatico nei confronti della tua professionalità. Ti sei mai chiesto il perché di tutto quest’accanimento?

Non a caso il tutto partì mentre io ero già dall’altra parte del mondo. Credo che alla base di tutto ci sia una forte invidia nei miei confronti, ma soprattutto del mio lavoro. Mi ferirono quelle accuse, nonostante fossero decisamente infondate

Anche Nina Moric ci andò giù pesante nei tuoi confronti…

Di Nina Moric non vorrei parlare. Non mi interessa minimamente la sua opinione su di me e poi, detto tra noi, basta guardarla per mettere fine a qualsiasi chiacchiera

Non hai mai denunciato nessuno per queste maldicenze?

Altroché! I miei legali hanno agito anche a distanza e hanno chiesto un risarcimento. Non si può infangare una persona davanti a sei milioni di persone. Una volta, forse, avrei lasciato correre, ma oggi sono stanco del chiacchiericcio gratuito. 

Che poi la Moric, in questi giorni, sta fomentando il web per la battuta nei confronti dei figli nati dalle coppie gay. Come giudichi questo suo atteggiamento a tinte omofobe?

La Moric è sempre stata un’icona gay e penso che questa “sparata” sia stata fatta unicamente per far parlare di lei. Poi mi meraviglio di lei che ha cresciuto, con tutte le difficoltà del caso, un figlio da sola.

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Tu, piuttosto, ci pensi mai all’idea di diventare padre?

Ci penso spesso. Spessissimo. E ti dirò di più: tra un mese inaugurerò una clinica multipiano che si chiamerà Villa Arbe, dove ci sarà anche una parte dedicata all’inseminazione artificiale. Ci son stati dei cambiamenti nella Legge 40 e quindi si può finalmente procedere nella fecondazione eterologa e sto prendendo accordi con diverse cliniche spagnole per cercare di aiutare anche le coppie gay. Speriamo di riuscirci.

E a sposarti?

Manca la materia prima, ecco. Non ci sono più le persone giuste, o almeno io non le ho ancora trovate. È un periodo di vacche magre. 

Sull’Isola hai confessato di aver trascorso momenti bollenti tra cocchi e palme. Merito della tua sensualità o della fame nera?

Sull’Isola ci son due maledizioni: i kg persi, che verranno subito ripresi, e l’assenza di sesso. Qualcosa è successo, ma non posso far nomi. La persona in questione è impegnata

Marina Ripa di Meana sostiene da sempre che i gay siano tutti promiscui. Tu ti ci senti?

Marina ha ragione, ma anche gli etero son promiscui. Con l’avvento dei social è tutto più semplice e alla portata di tutti. 

A breve, scherzi a parte, in giro per l’Italia, partirà l’Onda Pride. Andrai?

Ce la metterò tutta. L’altra sera, alla festa di Valeria Marini, ho incontrato Luxuria che mi ha detto che verrò invitato al Pride di Sassari. Andremo sicuramente assieme e ne vedremo delle belle. 

Perché, sino ad oggi, non sei mai andato?

La verità? Colpa del lavoro. Si lavora anche nei weekend e per andare devi avere tempo libero.

Pensi che il Pride sia il modo più giusto per chiedere i diritti?

Beh, sì. Non è l’unico modo, naturalmente, ma perché demonizzarlo sempre e comunque? Le cose, poi, com’è giusto che sia, stanno cambiando. Una volta dire di essere gay era uno scandalo, mentre oggi sembra una vera e propria moda. Siam passati dal tabù alla tendenza senza neanche accorgercene. Ho amiche etero che, dal giorno alla notte, mi stan dicendo di essere diventate lesbiche

Non hai mai nascosto i tuoi ritocchini. Non hai paura di non esser preso sul serio?

I ritocchini, oggi, li fan davvero tutti. Io, poi, pubblicizzo quel che faccio, provandolo sempre prima su me stesso. Essendoci passato prima dei miei clienti, posso consigliarli al meglio e penso che questa mia spiccata sensibilità, abbinata all’umiltà e alla voglia di star sempre dalla parte dalla loro parte, mi ha reso uno dei più famosi nel mio settore. Ho fatto anche delle lezioni allo IULM per quanto riguarda il Management Marketing Medico e si è parlato di me all’ultimo congresso di medicina estetica per quanto riguarda il mio modo di lavorare anche sui social

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