Il sindaco e lo stagista: scandalo a Portland

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Eletto da quasi un mese, già al centro di una bagarre mediatica. Sam Adams ha sempre negato la sua relazione con il giovane Beau, ma la verità è...

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Si è seduto per la prima volta sulla sua portona di sindaco di Portland il primo gennaio scorso ed è già nel bel mezzo di un oscandalo. E’ Sam Adams, primo sindaco dichiaratamente gay ad amministrare una grande città come Portland, nell’Oregon.
Le voci su una sua relazione con un teen-ager, in realtà, circolavano già da un po’, ma lui aveva giurato che quello con lo stagista Beau Breedlove era una relazione esclusivamente platonica. Adesso la verità è venuta a galla: all’amore casto, presto si è unito anche quello fisico.

"E’ vero – ammette Adams – la nostra relazione è diventata sessuale, ma solo dopo che Breedlove ha compiuto 18 anni. Se non l’ho detto finora è perché ero stato accusato di un crimine che non ho commesso e volevano mandarmi in galera". Adams ha anche dichiarato al Williamette Week che la storia con il giovane si è protratta per soli due mesi dopo il suo diciottesimo compleanno, ovvero fino all’estate del 2005. "Riconosco pubblicamente di avere fatto un errore e chiedo scusa – ha continuato Adams -. In passato ho sempre detto che la mia storia con Breedlove era esclusivamente non sessuale e non è vero. Avrei dovuto dire la verità fin da quando questa vicenda è emersa nel 2007, ma pensavo che nessuno mi avrebbe creduto".
 
Indignate le associazioni gay locali che, proprio nel giorno del giuramento del primo presidente di colore degli States e vivendo nella prima grande città ad essere governata da un gay, si sono sentite tradite dal comportamento di Adams. "Abbiamo speso le nostre vite a convincere tutti che siamo delle persone a posto, che non siamo sbagliati o anormali – ha dichiarato Kimberlee Van Patten, attivista per i diritti delle persone lgbt a Portland -. E lui ha mentito alla comunità intera, a prescindere dalla persona con cui ha avuto o meno una relazione. E’ questo che non riusciamo a perdonargli. E’ stato eletto mentendo, perché noi non sapevamo la verità. E ora tutti dobbiamo fare i conti con questo".

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