NIENTE BACI TRA COWBOY

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Le ultime dal gay showbusiness: l'attrazione tra due pastori, il sorprendente nudo frontale di Farrell, un grosso matrimonio gay italiano ed un Pulitzer insolito. Con gallerie di foto.

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Tagli, tagli e ancora tagli. La prossima stagione cinematografica si preannuncia stracolma di pellicole con protagonisti gay e bisex ma le pruderie censorie fanno cadere sul pavimento delle sale di montaggio metri e metri di pellicola scottante, che potrebbero però in futuro riaffiorare come per magia in versioni integrali per il mercato dell’Home Video e DVD. Il regista Ang Lee (“Il banchetto di nozze“) ad esempio, colto da un attacco d’ansia, ha purtroppo deciso di censurare un bacio tra i due protagonisti del suo nuovo film “Brokeback Mountain“, Jake Gyllenhaal (foto sopra) e Heath Ledger (foto accanto).

Il soggetto è tratto da un romanzo di Annie Proulx che si svolge negli ampi spazi del Wyoming e racconta dell’attrazione fatale che nasce tra due giovani cowboy, uno pastore di pecore e l’altro che si guadagna da vivere partecipando a rodei. Gyllenhaal, visto di recente nel kolossal “The day after tomorrow – l’alba del giorno dopo“, ha detto che «chiaramente si tratta di materiale controverso, ma Ang dice che vedere due uomini che portano al pascolo un gregge di pecore era molto più sensuale che due uomini che fanno sesso sullo schermo». Teoria quantomeno curiosa, ma aspettiamo a vedere il film prima di pronunciarci in merito.
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Ben più cruciale il taglio a cui è stato sottoposto l’atteso “A home at the end of the world” che uscirà in Italia in autunno e nel quale il lanciatissimo Colin Farrell interpreta un bisessuale che si trova coinvolto in un triangolo amoroso con un uomo (col quale si esibisce anche in un romantico balletto sulla veranda di casa) e… una donna! Pare che le delicate geometrie del film risultassero in un certo qual modo sbilanciate dall’apparizione sul grande schermo del primo nudo frontale integrale della carriera di Farrell. Infatti dopo le reazioni del pubblico durante una proiezione test è stato deciso di eliminare l’inquadratura che mostrava l’attore in tutto il suo naturale splendore Made in Ireland.

Una fonte della produzione ha rivelato ad un tabloid inglese che durante la proiezione test del film al momento della sequenza incriminata “tutto quello che si sentiva era il deglutire a secco degli spettatori quando Colin è apparso tutto intero e frontale. Le donne erano super eccitate e gli uomini parevano essere in grande imbarazzo. Era una vista tale da rendere difficile rimanere concentrati sulla storia, per cui ne è stata decisa l’eliminazione.” Il regista del film Michael Mayer ha commentato in modo succinto che quanto si vedeva sullo schermo “era fonte di distrazione”. Farrell ha già chiesto pubblicamente che la sequenza venga proposta nella sua interezza almeno in occasione della futura uscita in DVD del film.
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Dopo anni di botte da orbi tra duri ipermaschiacci ruolo a sorpresa per il gigantesco lottatore e attore Dwayne Johnson, meglio noto come The Rock, che dopo le avventure macho di “Il re scorpione” affronta con coraggio la parte di un gay in “Be cool“, seguito della commedia criminale del 1995 “Get shorty“. Il roccioso capelluto sarà affiancato da un cast di tutto rispetto, che comprende John Travolta, Danny DeVito, Uma Thurman e Harvey Keitel. Dirige F. Gary Gray, impostosi lo scorso anno grazie a “The italian job“.

Dal cinema al teatro. Grandissimo successo della commedia off-Broadway “My big gay italian wedding” (Il mio grosso matrimonio gay italiano), evidente variante in chiave omo-italica di “Il mio grosso, grasso matrimonio greco“. Lo spettacolo è scritto e interpretato da Anthony Wilkinson ed ha ora come co-protagonista James Getzlaff, volto noto al pubblico televisivo d’oltreoceano per il reality show gay “Boy Meets Boy“. La vicenda ruota intorno ai preparativi al voto nuziale di una omocoppia: uno dei due, Anthony, insiste per avere un classico matrimonio italiano, molto vistoso e un po’ pacchiano, rigorosamente in grande stile. Ci sono però alcuni ostacoli, anche perché la sua famiglia non darà la benedizione alla cerimonia se il rito non sarà celebrato da un prete vero e se non ci sarà anche l’approvazione della mamma che vive lontano, in Florida. Mentre i preparativi procedono l’ex fidanzato di Andrew progetta di mettere l’unione a repentaglio rivelando indiscrezioni che lo riguardano… Nel cast degli attori di contorno molti i nomi di chiara origine italiana da Concetta Maria Aliotta a Rocco Parente a Maria Nazzaro. La tenuta in cartellone al Theatre Four dello spettacolo è stata sinora estesa sino alla fine di settembre e se il livello di successo sarà mantenuto non è affatto esclusa la possibilità di una futura versione cinematografica, proprio come successo nel caso del grosso, grasso matrimonio greco.

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L’ultima edizione del prestigioso Premio Pulitzer ha visto premiato il drammaturgo gay Doug Wright, che ha vinto il premio per il copione dello spettacolo teatrale “I am my own life” (Io sono la mia vita), l’incredibile storia di un uomo sopravvissuto ai nazisti e al periodo della guerra fredda vivendo come una donna. Il tutto è basato su una storia vera, quella di Lothar Berfelde che lo stesso Wright aveva intervistato varie volte tra il 1992 e il 1994. Berfelde, che si faceva chiamare Charlotte, è scomparso due anni fa all’età di 74 anni e non si era mai considerato un transessuale, bensì parlava di stesso come di un travestito. Dopo la ceduta del muro di Berlino era diventato una figura molto popolare in Germania. Wright rimase molto colpito dalla complessa e sfaccettata personalità dell’uomo e dalla sua vita quantomeno singolare (pare che “Charlotte” fosse anche stata una spia per conto della polizia della Germania Est). La pièce è un vero tour de force per l’unico attore sul palco, chiamato a interpretare tutti i personaggi della vicenda, tra i quali la stessa Charlotte, il suo sadico padre, una zia lesbica, un ufficiale nazista, un poliziotto tedesco, un soldato americano e l’autore stesso del testo teatrale. Il 41enne Wright si era già fatto notare in precedenza per il dramma teatrale sul Marchese De Sade “Quills”, in seguito diventato anche un film interpretato da Geoffrey Rush e Kate Winslet.

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