NOMINATION GAYE E LITI TRA STAR

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Fioccano le candidature gay ai Golden Globe mentre Rupert Everett bacchetta Elton John che bacchetta Madonna che licenzia la manager che... Quanti pettegolezzi nello show-biz!

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Alzi la mano chi non si interessa almeno en passant dei premi e riconoscimenti che ogni anno la grancassa del cinema americano assegna a progetti più o meno direttamente collegati al mondo gay. Sono già in piena rotazione le palle del Globo d’Oro, il premio assegnato dalla stampa estera a Hollywood e considerato da sempre un attendibile indicatore di come si mettono le cose in vista degli Oscar.

Nominato come miglior attore in un film drammatico è l’irlandese Liam Neeson per il suo ruolo da protagonista in Kinsey. Laura Linney, che interpreta il ruolo della moglie, è nominata come miglior attrice non protagonista. Il famoso rapporto di Alfred Kinsey sul comportamento sessuale del maschio umano fu pubblicato nel 1948 e fece, chiaramente, scalpore anche perché cominciava ad abbattere vari tabù e faceva compiere passi avanti nella comprensione e dunque accettazione dell’omosessualità. I gruppi religiosi fondamentalisti e i movimenti conservatori difensori della famiglia tradizionale ricevono così una sorta di schiaffone morale dal momento che hanno attaccato violentemente la pellicola alla sua uscita nelle sale: R. Knight del gruppo Concerned Women for America (Donne preoccupate per l’America) ha paragonato Kinsey al dottore nazista Josef Mengele, ritenendolo anche “il padrino del movimento attivista omosessuale e della diffusione della pornografia di massa” (il legame tra le due cose non è chiaro, ed evidentemente del tutto arbitrario). Il movimento giovanile Generation Life, composto ufficialmente da “vergini e vergini rinnovate” (qualunque cosa significhi) ha organizzato picchetti contro il film, nel quale il protagonista Neeson si esibisce anche in un bacio gay con l’attore Peter Sarsgaard.

La brava e un tantino mascolina Hilary Swank, vista in The Core e vincitrice di un premio Oscar per il ruolo di un transessuale nel film “Boys don’t cry”, ha una doppia candidatura per il film “Million dollar baby” e per il televisivo “Iron jawed angels”. Annette Benino è in corsa per il ruolo da lei ricoperto in “Being Julia”, un film basato sul romanzo dell’autore gay W. Somerset Maugham, mentre Kevin Kline e Ashley Judd hanno entrambi la candidatura per le loro performance nel film “De-Lovely”, sulla vita del leggendario compositore gay Cole Porter. Visto che i Globi d’Oro coprono anche l’ambito televisivo non si possono non segnalare le nomination di Sarah Jessica Parker per l’ultima stagione della serie gay friendly “Sex and the city” e poi ancora la coppia Debra Messine (Grace) e Sean Hayes (Jack) per il telefilm brillante gay cult “Will & Grace”. I premi verranno assegnati in gennaio.

Ci traghetta dalle arti visive a quelle del pentagramma il fascinoso all british Rupert Everett, che ha realisticamente confessato ad un tabloid inglese che ovviamente non gli verrà mai offerta la parte di James Bond in quanto apertamente gay. (Detto tra noi sarebbe una splendida occasione per rivitalizzare e rinnovare nel profondo un franchise ormai spompato come quello del doppiozerosette). Comunque Rupert non si lamenta per aver perso qualche opportunità per questa sua franchezza (ad esempio “About a boy”, ruolo andato infine a Hugh Grant) e dopo aver doppiato in originale il principe azzurro di “Shrek 2” si appresta a dare la sua voce al personaggio della volpe nel nuovo kolossal fantasy della Disney “Le cronache di Narnia”, attualmente in lavorazione in Nuova Zelanda e nel quale compare anche Tilda Swinton, altra attrice ben nota e cara alla comunità lgbt.

Everett è anche sceso in campo nel difendere Madonna, accusata dalla lingua lunghetta e biforcutella di Elton John di cantare in playback nei concerti del suo tour “Re-invention”, per i quali i fan hanno sborsato fino a 75 sterline per il biglietto. L’attore inglese è diventato molto amico di Madonna da quando hanno girato insieme “Sai che c’è di nuovo?” ed è prontamente intervenuto a bacchettare Sir Elton per essere stato invadente e maleducato nelle sue critiche: “Non capisco cosa abbia contro di lei, è la seconda volta che succede. Mi sembra tutto davvero ingiusto. Tutti sanno che se fai un balletto molto impegnativo in un qualche punto ci sarà un po’ di playback, non si può respirare, cantare e ballare allo stesso tempo. Non è che il playback viene usato tutto il tempo. Scommetto che anche Elton ha dei momenti in cui lo usa…anche se sta al pianoforte tutto il tempo! Insomma, Elton è adorabile ma a volte spadroneggia un po’ troppo e sembra essere un po’ irritabile.” Ne sa qualcosa George Michael, anche lui finito nel mirino del Rocket Man, ma di questo parleremo la prossima volta…

Finiamo comunque rimanendo nell’ambito delle Madonna-news: c’è da segnalare che l’artista, notoriamente gran devota della cabala, abbia improvvisamente posto fine al proprio rapporto di lavoro con la sua pluriennale manager Caresse Henry, anch’essa cabalista. Un interesse comune che evidentemente non è stato sufficiente a tenere in piedi il loro fiduciario rapporto commerciale. La cantante intanto si consola con il mondo della moda: quando è stata diffusa la notizia che la music star sarà il testimonial della nuova campagna pubblicitaria della ditta Versace, attesa per la primavera 2005, erano circolate le voci più incontrollate sul compenso che avrebbe ricevuto. Ebbene siamo passati da un eccesso al rialzo (20 milioni di dollari) ad un eccesso al ribasso: niente. Stando a quanto riferito da una delle proverbiali “fonti bene informate” (ma non meglio identificate perché vogliono rimanere anonime) vicine alla coppia, il signor Ritchie, marito regista di Madonna, non percepirà niente mentre il di lei salario verrà elargito sotto forma di…vestiti! Che il guardaroba personale della material girl abbia bisogno di ricambio?!?

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Siamo a inizio anno: dal responsabile di questa rubrica più leggera di un palloncino pieno d’elio i migliori auguri di un felice anno nuovo.

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