A LEZIONE DI SPICCIOLI

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Borsa in negativo. Prepariamoci all'Euro

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La settimana alle nostre spalle non ha riservato buone notizie sulla attuale congiuntura.

A fianco di nuovi timori di attentati e della sempre più viva minaccia del virus dell’antrace, sono sorte paure concrete sullo stato di salute dell’economia globale che hanno condizionato negativamente i mercati finanziari.

Negli Stati Uniti, nonostante si moltiplichino gli inviti del governo alla calma e gli appelli di Bush affinchè il popolo americano combatta la sua guerra tornando alla propria normale esistenza, il tempo è volto al brutto e nuovi temporali si sono abbattuti su una già piagata situazione.

Pessimi i dati sul Pil (che riflettono senza dubbio la piena recessione), sulla fiducia dei consumatori (ai minimi dal 1994) e sul fronte dei licenziamenti; e mentre il presidente si affretta a varare nuove misure salvagente, l’orlo del baratro sembra sempre più vicino ed inarrestabile.

Qualche timida reazione sulle piazze finanziarie non è mancata, ma è ancora troppo poco per parlare di inversione di tendenza in un contesto decisamente difficile; vero è che alcuni dati macro sono meno peggiori del previsto e che in molti sostengono che la presa di coscienza sullo stato recessivo può fungere da spinta per uscirne il prima possibile, ma i dubbi sono destinati ad accompagnarci ancora a lungo nel futuro prossimo.

Anche perché, oltre ai problemi Usa, vi sono altri focolai accesi che potrebbero completare il disastro, come ad esempio la crisi dell’Argentina a due passi dalla bancarotta.

E’ evidente che in questo contesto le borse non si sono certo mosse in terreno positivo, ed anche recenti indagini sui risparmi delle famiglie italiane dimostrano come vi sia un ritorno a vecchi investimenti come titoli di stato ed immobili.

I tempi della ripresa non sono certamente dietro l’angolo.

LA LENTE DI INGRANDIMENTO

Dopo aver visto le nuove banconote in Euro, questa volta facciamo una panoramica sulle monete metalliche, che avranno un uso ed una diffusione ben maggiori rispetto alle sorelle cartacee.

I nuovi "spiccioli" saranno 8 ed i loro valori compresi tra 1 centesimo (19 lire) e 2€ (3873 lire); avranno una faccia comune a tutti i paesi dell’Unione, mentre l’altra varierà da paese a paese con effigi diverse.

Ad esempio in Italia vedremo questi simboli:

– Per le monete da 1 cent., Castel del Monte;
– Da 2 cent. la Mole Antonelliana;
– Da 5 cent. il Colosseo;
– Da 10 cent. la Venere del Botticelli;
– Da 20 cent. un’opera di Boccioni;
– Da 50 cent. il Marco Aurelio;
– Da 1 € l’Uomo Vitruviano di Leonardo;
– Da 2 € Dante Alighieri.

Ovviamente ogni moneta potrà essere usata in tutti i paesi di Eurolandia indipendentemente dal paese d’origine.

Per quanto concerne le caratteristiche tecniche c’è da dire che i tagli da 1, 2 e 5 cent. saranno di colore rosso in quanto fatte di rame; quelle da 10, 20 e 50 cent. di colore giallo come le attuali 200 lire, mentre le monete più grandi avranno due colori come le nostre 500 o 1000 lire: metallo argentato al centro ed ottone intorno per quelle da 1€ ed il contrario per quelle da 2 €.

Al tatto poi saranno riconoscibili anche dai non vedenti visto che ognuna avrà una differente bordatura.

Inutile dire che al di la dell’iniziale disagio causato dal cambiamento totale della nostra valuta, uno degli inconvenienti maggiori sarà l’enorme numero di spiccioli che appesantiranno le nostre tasche, che ci costringeranno a rispolverare i borsellini delle nonne, e che faranno inevitabilmente aumentare l’uso delle carte di credito per evitare un eccessivo ingombro.

Ma niente di drammatico, dovremo solo farci l’abitudine.

Perciò rinforzate le cuciture amici miei: l’euroinvasione sta per cominciare!

di Sirio Belli

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