ANDIAMO A VIVERE INSIEME?

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Ritratto di una "tipica" coppia gay alle soglie della convivenza. Come affrontare i problemi finanziari che si presentano? E come gestire al meglio i risparmi di entrambi?

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Ebbene la guerra, purtroppo, è cominciata.
E con essa il moltiplicarsi delle ipotesi su quelli che saranno i suoi effetti sulla già malata economia mondiale.
E che per gli investitori sia più importante guardare al conflitto piuttosto che hai reali dati macroeconomici (che rivelano tra l’altro un peggioramento in “stile recessione”), lo dimostra il fatto che sui listini è stata una settimana piuttosto positiva, nella speranza che l’intervento armato si possa risolvere in un brevissimo periodo.
Per il momento quindi niente scossoni sui mercati azionari così come sul prezzo del petrolio, e gli animi degli investitori appaiono abbastanza sereni.
Il nostro consiglio è comunque quello di non lasciarsi ingannare da questa apparente tranquillità; siamo nel mezzo di un difficile momento storico, e ciò che ne potrà seguire è ancora decisamente indecifrabile.

LA LENTE DI INGRANDIMENTO
Profili Omo

Caratteristiche: Coppia 32/36enne. Il primo impiegato di banca, casa e macchina di proprietà, reddito annuo 19000€. Il secondo collaboratore artistico, abita in affitto (450 € mensili), reddito annuo 13000€, moto di proprietà.
Risparmi attuali: Due polizze vita scadenti nel 2006 e 18000€ in titoli di stato a breve.
Capacità di risparmio: Attualmente non riescono ad accantonare ulteriori risparmi.
Necessità/Obiettivi: Lo scopo primario della coppia in questione è la futura convivenza, eliminando l’affitto di uno dei due ed aumentando la propensione al risparmio. In secondo luogo, oltre al peso del mutuo, l’obiettivo è quello di costruire in parallelo un piccolo capitale che possa servire per le future esigenze e le spese improvvise. In previsione 2/3 viaggi annui.

La coppia in questione, ha indubbiamente problemi relativi all’accantonamento di nuovo risparmio visti gli impegni finanziari che opprimono entrambi.
E’ quindi da escludere almeno per il momento, un qualsiasi piano finanziario che non potrebbe gioco forza essere rispettato.
Diverse sarebbero le cose nel caso in cui la coppia riuscisse ad arrivare alla convivenza, eliminando quindi il peso dell’affitto, e diluendo su entrambi il gravame delle uscite.
In questa situazione la capacità di risparmio comincerebbe ad assumere un certo spessore, consentendo l’accumulo di almeno 800/1000€ mensili, che potrebbero alimentare un fondo obbligazionario breve termine dal quale attingere ogni qual volta si formi una cifra più consistente per diversificarla in titoli vari.
In particolare, vista l’assenza di grosse esigenze di spesa eccetto il mutuo della casa, si consiglierebbe l’acquisto di obbligazioni banca sia a tasso fisso (non più di 5 anni) che a tasso variabile, pescando anche nel mercato “corporate” europeo (scegliendo un rating elevato); le cedole dei titoli così introdotti nel portafoglio garantirebbero un piccolo, regolare flusso di interessi che aiuterebbe e “gonfierebbe” le entrate mensili.
Volendo poi dedicare una percentuale dei risparmi al mercato azionario ma cercando comunque di limitare i rischi, l’apertura di un paio di “Pac” azionari (ad esempio uno sui principali indici ed uno per i paesi emergenti) potrebbe soddisfare aspirazioni di maggior reddito nel lungo periodo.

di Sirio Belli

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