ANTIFURTO PER CELLULARI

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Rubare un telefonino sarà presto un reato non solo punibile, ma anche inutile, perlomeno in Italia. Attraverso il codice IMEI, potrete bloccare l'apparecchio smarrito o rubato.

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Rubare un telefonino sarà presto un reato non solo punibile, ma anche inutile, perlomeno in Italia. La lunga storia del codice Imei, il cosiddetto antifurto dei cellulari, si sta infatti avviando alla conclusione e consentirà presto a chi è stato derubato di bloccare non solo la carta sim, ma anche lo stesso apparecchio. E di renderlo quindi una sorta di scatola vuota, inutilizzabile su tutto il territorio nazionale, anche se continuerà a essere funzionante nella maggior parte dei paesi stranieri. L’adozione del codice Imei, un lungo numero composto da 15 cifre che identifica ogni cellulare in commercio, è infatti il centro dell’accordo stipulato dagli operatori di telefonia mobile attivi in Italia alla cui lista mancava soltanto Wind. Adesso, come ha anticipato il quotidiano “Il Messaggero”, anche la società controllata da Enel ha dato il suo benestare e così mancano solo i dettagli tecnici, come la realizzazione del software, per permettere al codice di svolgere la sua funzione di antifurto.
“Il progetto – spiega il commissario dell’Autorithy per le tlc, Alessandro Luciano, padre dell’accordo – è nato da un memorandum firmato lo scorso mese di maggio con tutti gli operatori. L’intesa prevedeva due fasi tecniche: la prima si è regolarmente chiusa il 30 giugno. La seconda, invece, il cui termine era fissato per il 30 settembre, è slittata fino a l’altro ieri. Adesso però è tutto risolto e certamente entro la fine della primavera la procedura definitiva sarà messa a punto”. Da un punto di vista legale, la persona derubata (in Italia ogni anno i furti di telefonini sono circa un milione) dovrà presentare una denuncia alle forze dell’ordine e poi comunicarla anche al proprio operatore, che renderà automaticamente inservibile il cellulare sulle reti di tutti i gestori. Ogni volta che da un cellulare parte una telefonata, infatti, la rete del gestore identifica l’apparecchio registrando proprio il codice Imei; basta dunque collegare le reti dei gestori di telefonia mobile ad una lista che contenga i codici Imei dei telefonini rubati per bloccare qualsiasi chiamata in partenza da questi cellulari.
Perchè il meccanismo sia davvero efficace, però, tutti gli operatori devono realizzare un sistema di rete in grado di individuare e bloccare un telefonino rubato. Il blocco, tuttavia, vale sul territorio nazionale, ma non all’estero, e in particolare nei Paesi dell’Est, dove vanno a finire molti dei telefonini che spariscono da borse e tasche degli italiani. “Per il momento – ammette Luciano – l’antifurto varrà solo in Italia e Gran Bretagna. Ma c’è una comunicazione dell’Unione europea che segnala a tutti gli Stati membri di portare avanti la questione del database. Francia e Portogallo stanno per chiudere il problema. Per tutti gli altri, aspettiamo di vedere come si regoleranno”. Comunque Luciano tiene a sottolineare l’importanza dell’accordo almeno per quanto riguarda il territorio italiano: “In questo modo – conclude – veniamo incontro a tutti i consumatori, specialmente in un momento come questo in cui in molti stanno cambiando il cellulare per accaparrarsi un modello della seconda generazione e mezza”.

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