BORSE E ATTENTATI USA

di

Ripercussioni economiche della tragedia americana

735 0

Alla luce dei tragici episodi terroristici accaduti a New York mi riesce particolarmente difficile affiancare al mio umano dolore una riflessione sulle implicazioni che avvenimenti di tale portata possano avere sul piano economico-finanziario; d’altro canto non dobbiamo abbandonare il nostro vivere quotidiano, proprio in risposta a tanta orribile delinquenza, ed il mondo deve poter scrivere anche molte altre pagine felici della sua storia.

Eventuali valutazioni sul futuro comunque, non trovano riscontro in nessun accadimento similare del passato, vista l’assoluta unicità della sua ferocia, delle sue dimensioni, della grandezza dell’obbiettivo; ragion per cui le nostre considerazioni sono in realtà speranze sempre vive.

Indubbiamente gli scenari che si aprono ai nostri occhi all’indomani dell’attentato, non sono molto confortanti: la già difficile crisi delle borse ed i problemi delle economie mondiali sono stati ingigantiti da quanto è successo; molti investitori sono stati contagiati dal panic-selling per i timori di rappresaglie americane e per la stabilità della pace; ed il disorientamento in mezzo a tanto caos ha completato l’opera di affossamento delle piazze finanziarie che hanno subito veri e propri tracolli.

Ma dobbiamo anche osservare alcuni aspetti paralleli che potrebbero avere una chiave di lettura diversa da quella pessimistica immediatamente originata dalla sciagura.

In primo luogo, a differenza di altre occasioni, la maggioranza delle nazioni appare unanime nel condannare tale violenza e nell’esprimere solidarietà agli Stati Uniti, e proprio tale situazione dovrebbe garantire un clima comunque meno pesante di tanti precedenti, evitando un pericoloso surriscaldamento delle relazioni internazionali.

L’esperienza delle diplomazie mondiali dovrebbe aver poi maturato in questi anni la consapevolezza di quanto possano essere deleteri atteggiamenti di non-dialogo tra le varie realtà planetarie, e sicuramente si farà tutto il possibile per evitare lo spauracchio di conflitti militari.

Per quanto concerne invece la debacle delle borse, è indubbio che nei primi momenti di questo genere, lo shock possa prendere il sopravvento, ma gli inviti alla calma non devono perdersi nel vuoto, perché solo a mente fredda e dopo aver valutato le reali conseguenze del fatto sarà possibile prendere decisioni giuste e razionali.

Anche i timori per l’instabilità dei prezzi (in particolare dei petroliferi) dovrebbero essere stati dissolti con le dichiarazioni dei paesi Opec fermamente decisi ad evitare pericolose escalation nei prezzi del greggio.

E in ultimo, ma non per importanza, dalle ceneri di questa distruzione, dalla visione terribile dell’attentato contro la libertà e la democrazia non solo americana, può nascere tra la gente con altrettanta, se non maggior potenza un sentimento incontenibile di disprezzo per il male ed una enorme forza motivante che potrebbero dar nuovo vigore alla fiducia, ai consumi, agli investimenti, al desiderio di corazzare anche i mercati contro gli attacchi dei destabilizzatori al loro equilibrio: questa sarà l’arma vincente!

di Sirio Belli

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...