CALDE, CALDE BOLLETTE

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La corsa verso l'altro del petrolio non fa sperare niente di buono per l'autunno: luce e gas quelle a più alto rischio di rincari, mentre non è escluso...

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Al ritorno dalle vacanze il clima sui mercati finanziari non sembra molto diverso da come lo avevamo lasciato.
L’America continua la sua crescita con qualche dubbio in più, le tigri asiatiche ruggiscono come non mai, l’Europa comincia a dare qualche piccolo segnale di miglioramento, il prezzo del greggio non smette di correre.
Forse ciò che si è modificato è lo scenario politico planetario che vede un ritorno in massa degli atti terroristici ed un crescendo preoccupante delle tensioni internazionali.
Ed è questa la vera mina vagante dell’immediato futuro.
Sui listini pochi spunti da segnalare, ed un doveroso accenno alla domestica vicenda Alitalia.
La compagnia di bandiera rischia di affondare nel mare di una crisi che non conosce fine e per la quale non si intravedono spiragli di sereno.
Le trattative tra governo, sindacati ed azienda al momento sono risultate vane, e nel frattempo anche in borsa il titolo precipita ai minimi storici.
Un’altra lenta agonia per uno storico pezzo dell’economia italiana.

LA LENTE DI INGRANDIMENTO
L’estate ahimè volge al termine, e con essa forse se ne va via un po’ di spensieratezza che ci ha fatto pensar meno ai problemi dei bilanci domestici.
Ma adesso, con le prime avvisaglie d’autunno, si torna purtroppo a fare i conti con le finanze depauperate dalle spese delle vacanze e con i rincari del costo della vita sempre alle porte.
Molto calda si preannuncia ad esempio la stagione delle bollette, in particolare di luce a gas a seguito dei continui record nel prezzo del petrolio, che si potrebbe tradurre in un aumento di spesa per famiglia su base annua di circa 50 €uro.
Nello specifico per la bolletta del gas si prevede ad ottobre un rincaro del 2% ed uno successivo del 2,5% ad inizio 2005, portando l’aggravio per famiglia a circa 30 €uro.
Per quella elettrica invece è atteso un aumento del 3% (sempre ad ottobre) seguito a gennaio da un ulteriore ritocco all’insù del 2%, comportando per le nostre tasche una spesa aggiuntiva media di circa 20 €uro.
A tutto questo si affianca il ben noto “caro benzina” che pesa come un macigno sopra le nostre teste e che rischia davvero di farci tornare agli inizi degli anni ’70 ed alle famose “domeniche a piedi”.
In tutto questo contesto i dati sull’inflazione che vengono pubblicati sembrano distanti anni luce da quella realtà quotidiana contro cui noi tutti ci scontriamo, da quelle “cinghia tirate” per arrivare alla fine del mese e da quella sensazione di maggior povertà che noi tutti percepiamo.
Il costo della vita sta distanziando sempre più il potere d’acquisto dei nostri salari, ed in un mare di promesse illusorie rimane a galla solo tanta amarezza.

di Sirio Belli

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