CELLULARI A RISCHIO VIRUS

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Anche i telefonini sono a rischio hacker e dal forum di Amsterdam sulla sicurezza informatica parte l'allarme. Ma le aziende rassicurano: in Italia, non c'è pericolo.

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Anche i telefonini sono a rischio hacker e dal forum di Amsterdam sulla sicurezza informatica parte l’allarme. Sempre più simili a pc i cellulari sono potenziali vittime di virus e malware, neologismo informatico che indica il ‘malicious software’ cioè i programmi ‘cattivi’, evoluzione di virus e worm che possono danneggiare i dati contenuti nell’apparecchio. Per giocare d’anticipo alcune aziende si stanno preparando a combattere i nuovi nemici. F-Secure, con sede a Helsinki ha già sviluppato per Nokia la prima soluzione anti-virus presente sul mercato. Mentre Network Associates (che controlla il brand del produttore di anti-virus McAfee) e la giapponese Ntt DoCoMo stanno portando a termine la costruzione del primo sistema integrato per proteggere i terminali e le reti, candidato a diventare lo standard anche in Europa.
Quanto agli operatori italiani, Tim, Vodafone, Wind e H3G, ricordano che finora i terminali presenti in Italia e le nostre reti sono risultati immuni da worm che viaggiano attraverso Sms o dai cavalli di Troia. Gianluigi Castelli, direttore tecnologie di Vodafone, rassicura in un intervista al Sole 24 ore: ‘i rischi sono nulli su terminali che hanno sistemi operativi proprietari, dotati di limitata capacità di download, ma nascono con la diffusione di standard aperti come Java e sistemi applicativi ad ampia diffusione e quindi più attaccabili (Micorsoft o Symbiam ad esempio)’. H3G nell’ultimo anno ha investito oltre 100mila euro in sistemi di protezione, quanto mai necessari per un operatore che punta su telefonini di ultima generazione, Tim sta costituendo un laboratorio di sicurezza e un monitoraggio dei siti Wap a maggior rischio, Wind assicura – scendo quanto riposta il Sole 24 ore – che sarà pronta a gestire eventuali attacchi futuri.
Dall’Australia, intanto, arriva la prima legge contro i guardoni ‘hi-tech’, che usano videotelefonini o minivideocamere per spiare in casa propria coinquilini od ospiti a loro insaputa: da oggi, secondo una nuova legge approvata dal parlamento del Nuovo Galles del sud (capitale Sydney), su proposta del governo laburista dello Stato, rischiano fino a 18 mesi di carcere. Il ministro della Giustizia Bob Debus, che ha proposto la legge, ha spiegato che le norme creano un nuovo reato, che proibisce l’uso di macchine da ripresa segrete per filmare o fotografare chiunque, a scopo di gratificazione sessuale, nell’abitazione stessa del colpevole. ‘Vi sono stati diversi esempi molto preoccupanti, di guardoni del 21/o secolo, che sfuggono ad ogni punizione perché le leggi correnti non tengono conto delle nuove tecnologie’, ha detto Debus.
‘In un caso recente – ha proseguito – un uomo e’ stato imputato senza successo, pur essendosi dichiarato colpevole di aver filmato segretamente delle coinquiline nella doccia, con una piccola videocamera nascosta. Il magistrato ha concluso che non vi erano leggi adeguate per questo tipo di reato e il caso è stato archiviato’. Il nuovo reato, descritto come “Indecent Filming or Photographing”’, coprirà i sempre più diffusi videotelefonini, e prevede una pena massima di 18 mesi di detenzione.
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