COI PIEDI DI PIOMBO

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Investimenti cauti in una ripresa economica incerta

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La settimana appena trascorsa si è rivelata abbastanza tranquilla dal punto di vista finanziario, con i principali indici in leggera altalenanza, e tutto nonostante la continua presenza di nubi sul futuro dell’economia globale.

La Fed, per voce di Alan Greenspan, nel suo consueto appuntamento del "beige book" ha confermato la debolezza dell’attuale congiuntura che vede un calo netto dei consumi, un aumento dei licenziamenti ed un ritmo blando degli investimenti produttivi, e sul medio/lungo periodo non manca di mostrare le sue incognite, lasciando presumere che la ripresa non è certo dietro l’angolo.

In Europa, dove a gran voce si richiedono interventi sui tassi (peraltro inascoltata nella riunione del 25), è da segnalare una discesa dell’inflazione, trainata principalmente dal ribasso del prezzo del greggio, la quale non trova però conforto nell’andamento del Pil, in deciso calo assieme alla fiducia di consumatori ed imprese, ai minimi degli ultimi anni.

Inutile soffermarci poi sui cronici malanni dell’area asiatica, peraltro scossa dal vicino conflitto.

In questi scenari non proprio positivi, le borse hanno navigato a vista, cercando spunti occasionali che potessero dare fiato al mercato ma che sono sembrati effimeri di fronte all’incertezza che regna sovrana.

C’è da dire comunque che le conseguenze di questa situazione non hanno nemmeno avuto un impatto così negativo da creare il panico tra gli investitori che si mostrano tutto sommato abbastanza calmi.

Per il resto ogni valutazione appare ancora prematura.

LA LENTE DI INGRANDIMENTO

Nell’immenso e vario panorama degli strumenti finanziari, per coloro che proprio non hanno in simpatia il rischio e vogliano assicurarsi almeno la protezione del capitale investito pur accettando un minimo d’azzardo, citiamo anche l’esistenza dei cosiddetti fondi protetti.

Cominciamo subito col dire che la protezione del capitale non si traduce con la restituzione del capitale stesso o con la garanzia di rendimento minimo.

In realtà attraverso tali strumenti la società si pone come obiettivo di limitare le perdite, qualora ve ne fossero, non garantendo comunque la buona riuscita del proponimento.

La copertura del capitale varia in genere da un 85 ad un 98%.

Detti fondi investono prevalentemente in titoli a breve o in zero coupon, ed una quota minima in strumenti derivati connessi ai mercati azionari.

Lo zero coupon permetterà alla scadenza di rientrare in possesso del capitale iniziale (o di una parte di esso) coprendo col differenziale eventuali segni negativi della componente azionaria.

Inutile dire che un fondo che cerchi in qualche modo di coniugare la sicurezza del patrimonio con una seppur minima speculazione in ambito borsistico non potrà mai donare ai propri sottoscrittori delle performance da campioni, proprio perché il livello più alto di tranquillità ne limita l’operatività azionaria vanificando possibili rialzi a doppia cifra.

D’altro canto occorre osservare che proprio questa difficile congiuntura economica accompagnata da non poche debacle per chi aveva investito in azioni, ha segnato il discreto successo di questi prodotti tra i risparmiatori che vorrebbero coniugare la certezza del Bot agli alti rendimenti delle borse.

Indubbiamente tutto può andar bene nella diversificazione del proprio portafoglio, e quindi anche la scelta dei sopradescritti fondi o di altri prodotti come ad esempio le index linked può rivelarsi azzeccata per completare l’asset allocation del patrimonio; tuttavia la formula di questi strumenti attualmente in distribuzione presenta ancora scarso appeal ed in molti casi è da preferire il fai-da-te per la maggior libertà d’azione, bilanciando ai nostri investimenti azionari una più ampia componente obbligazionaria in grado di reggere eventuali onde d’urto provocate da improvvisi cedimenti dei mercati.

Nella valutazione dei fondi protetti poi, è essenziale la bravura del gestore e quindi determinante nella scelta è la fiducia che noi riponiamo sia in esso sia nel consulente a noi più caro.

di Sirio Belli

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