DIPENDENZA DA CELLULARE

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La rivista Wired lancia l'allarme: "E' come per i cocainomani". E si studiano i danni permanenti al cervello. Intanto gli automobilisti italiani continuano a telefonare alla guida…

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Il cellulare provoca dipendenza al pari della cocaina o di altre sostanze stupefacenti. Sebbene nessuna clinica ammetta pazienti dipendenti dal telefono mobile, sono in crescita i medici che confermano questa tendenza. Per esempio il dottor Mark Collins, medico di una nota clinica londinese per la cura delle dipendenze, il quale ha affermato che alcuni suoi pazienti passano fino a sette ore al giorno con il cellulare per inviare Sms. “Non é necessario essere un cocainomane – scrive la rivista Wired – per ammettere che i dispositivi per la comunicazione creano dipendenza. Chiunque può ricordare momenti in cui non si é stati capaci di resistere dall’inviare ancora un Sms o fare una chiamata in piu'”.
D’altronde questa ‘spinta irresistibile” a comunicare é il fattore che ha permesso lo sviluppo del mercato delle telecomunicazioni negli ultimi cento anni, aggiunge il mensile statunitense Wired. “Dieci anni fa le persone si recavano ogni ora in una cabina telefonica per chiamare. La differenza é che oggi le nuove tecnologie hanno messo a disposizione più strumenti per interagire”. Alcuni esperti hanno fatto notare che per parlare di dipendenza é necessario che le persone subiscano seri danni. L’uso della cocaina, per esempio, provoca danni al cervello, mentre per i telefoni mobili non si é ancora giunti a una simile conclusione. Alcune aziende però, conclude Wired, cominciano a prendere il problema sul serio: é il caso di Virgin Mobile, che sul suo sito web ha pubblicato le raccomandazioni della British Chiropractic Association per evitare che l’uso prolungato della tastiera provochi danni alle mani e alle dita.
E in Italia? La mania da cellulare non abbandona gli italiani, neanche quando sono al volante: oltre il 10% di un campione di oltre 3000 automobilisti intervistati da Altroconsumo (Associazione Indipendente di Consumatori) utilizza spesso o quasi sempre il telefonino senza auricolare o kit viva voce mentre é alla guida dell’auto. “Con un simile comportamento – rileva l’associazione – il rischio di incidenti aumenta di quattro volte”. Altroconsumo, per valutarne il grado di sicurezza e affidabilità, ha condotto un test comparativo su auricolari e kit auto, con funzioni a comando vocale: “é infatti provato – evidenzia – che la funzione di voice dialling, il comando vocale, é l’unica che permette di fare una telefonata senza che l’automobilista distolga le mani o lo sguardo dalla guida”.
I 4 auricolari e 4 kit viva voce sottoposti al test sono stati messi alla prova di compatibilità con la tecnologia Bluetooth, sistema che non richiede la stretta vicinanza del telefonino, che dunque può essere lasciato in borsa, o nel sedile posteriore dell’auto. Dalle prove effettuate dall’associazione di consumatori emergono interessanti differenze di tempi di distrazione: per rispondere ad una chiamata, se si sta procedendo alla guida dell’auto a 50 km/h, si percorrono ben 29 metri alla cieca; i metri percorsi salgono a 76, se la velocità é di 130 km/h: distanze nelle quali l’incidente non potrebbe più essere evitato. Con il kit le distanze si riducono, ma i rischi non si eliminano totalmente.

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