ECONOMIA FROCIA

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Uno sguardo ai fondi Pride, che difendono i gay

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La settimana appena conclusa ha confermato i nuovi timori sul calo dei profitti e sulla perdurante stagnazione dell’economia americana, per cui abbiamo assistito ad una ulteriore ondata di vendite a Wall Street, minimamente arginata nelle ultime sedute da parziali ricoperture che hanno interessato principalmente il settore dei tecnologici, dei semiconduttori, dei ciclici e dei finanziari.

A ruota le borse europee ed asiatiche, queste ultime alla ricerca di una direzione finanziaria che non trova più nel Giappone una sufficiente guida, ed in generale il clima si mantiene decisamente nuvoloso.

Nel Vecchio Continente, oltre al cattivo andamento dei mercati azionari, registriamo una nuova débacle della moneta unica (ai minimi sul dollaro) che tuttavia come già detto in passato, non sembra turbare i sonni di Wim Duisemberg e della Bce, più che altro impegnati nella lotta contro altri fattori (inflazione e ripresa economica) e convinti che tale debolezza produca benefici nel lungo periodo favorendo le esportazioni.

In Italia, a tenere banco è la vicenda che vede il gruppo Telecom Italia al centro di indagini sulla veridicità dei propri bilanci, e che ha provocato un piccolo terremoto sui titoli della scuderia di Colaninno, eccezion fatta per le Seat, che hanno messo a segno un piccolo rally a seguito dell’ok perl’acquisizione di Tmc; per il resto, gli spunti da segnalare sono davvero pochi, nella sempre viva attesa di qualche importante novità.

LA LENTE DI INGRANDIMENTO

La notizia risale a qualche giorno addietro, ma l’argomento di cui tratta merita di essere posto all’attenzione di noi popolo gay.

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