FASHION DA INVESTIRE

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Siete tentati di acquistare azioni d'alta moda? Regalarvi titoli Gucci? Attenzione: il lusso è alla deriva. E con i portafogli sempre più magri, meglio tenere a bada gli...

Purtroppo dopo la buona performance della scorsa settimana siamo tornati in un clima si incertezza che ha di nuovo condizionato le piazze finanziarie, le quali non hanno per il momento confermato il trend positivo.

Nel consueto appuntamento con il beige book della Fed americana, il governatore Greenspan ha dato il suo responso sullo stato di salute dell’economia Usa confermando tre punti importanti: la crescita ancora debole, la produttività abbastanza elevata, vendite nel comparto retail ancora scarse.

Tra le notizie societarie invece, oltre all’alternanza tra quelle buone e meno buone, spicca una possibile inchiesta da parte dell’antitrust su Microsoft, accusata di nascondere ai concorrenti i dati su Windows.

In Europa anche la Bce mostra le sue perplessità legate alla ripresa economica, e le borse scontano con nervosismo gli scenari prospettati.

Sugli scudi ancora i finanziari (dopo un parziale recupero della scorsa settimana) e gli assicurativi (pesanti perdite su Swiss Life), mentre i telefonici tentano una timida inversione del trend.

LA LENTE DI INGRANDIMENTO

Sappiamo bene quanta attenzione dedichi il mondo gaio alla moda e a tutto ciò ad essa collegato, e ben conosciamo i marchi più o meno famosi che rappresentano questo affascinante mondo creativo. Molti di noi poi avranno pure una conoscenza finanziaria delle maison più famose gia quotate in borsa. E a dire il vero negli anni passati queste stesse società hanno permesso guadagni a due cifre ai loro azionisti.

Adesso, con la crisi dei mercati, i vari Gucci, Bulgari, LVMH, Benetton, hanno accusato pesanti flessioni che si sono ripercosse sui prezzi dei titoli. Molti analisti pensano che forse il momento per acquistare azioni di società del lusso sia gia arrivato, ma secondo altri (probabilmente la maggioranza) la cautela è ancora d’obbligo per una serie di motivazioni tra cui le non buone previsioni a breve per l’economia globale, le difficoltà del turismo, le revisioni al ribasso delle stime societarie, il fatto che nei momenti di recessione la propensione al risparmio aumenta, depennando le spese più voluttuarie e futili (tra cui proprio i beni di lusso).

Quindi, al di la dell’affezione gay per i marchi fashion, forse dal punto di vista finanziario occorre non farsi prendere dall’enfasi del prestigio pensando magari che i prezzi siano ormai "al pavimento", e cercando di selezionare i vari settori.

Ad esempio appare più critica la situazione del comparto orologi/gioielli rispetto al settore tessile/abbigliamento, che viceversa mostra sostanziali tenute.

Da preferire comunque le griffe più famose, con maggior aderenza nell’immaginario collettivo e (ahimè) nei nostri sempre più leggeri portafogli.

di Sirio Belli

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