FESTA FINITA

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Novità e tendenze per i gay investitori

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Con la fine delle feste natalizie è probabilmente finito anche quello spirito di apparente, pacifica tranquillità che aveva caratterizzato gli animi degli operatori finanziari, sicuramente desiderosi di una forzata pausa dopo un 2001 ricco di pessimi risultati.

Ed ecco che è ricominciato il solito tran-tran quotidiano tra previsioni ed aspettative che sembrano aver trovato nuovo vigore dopo l’esaurimento di fine d’anno.

In ogni modo non ci pare che la situazione generale abbia voltato definitivamente pagina, e nonostante il futuro preannunci un recupero globale delle economie ed un ritorno del sorriso nei consumatori, il cammino sarà quasi certamente lento e graduale e non assisteremo più (a meno di clamorose smentite) a bolle d’euforia come quella degli anni passati.

Il ritorno dei mercati azionari forse deluderà molti risparmiatori, ma d’altro canto girandoci attorno non riusciamo ad individuare qualcosa di meglio in termini reddituali.

E proprio queste indicazioni sono emerse anche nel consueto rapporto della Fed (il cosiddetto beige book) la quale ha ribadito la pachidermica risalita dell’economia Usa prevista in deciso miglioramento solo a partire dal secondo semestre del 2002.

Nel frattempo gli indici delle principali piazze finanziarie hanno intrapreso la via del ribasso, alimentati anche dalle tristi vicende argentine, da nuovi allarmi utili, e dai timori di rialzo tassi nell’area euro come misura di contenimento per possibili spinte inflazionistiche.

A piazza Affari qualche piccolo spunto viene dal depresso settore tecnologico e dal sempre vivo interesse sul comparto bancario, con le paventate aggregazioni tra MPS-BNL e BIPOP-B.CA ROMA a farla da padrone.

Per il resto attendiamo con fiducia.

LA LENTE DI INGRANDIMENTO-^SDUE NEONATI^s

Non che ne sentissimo certo l’estremo bisogno dato il già congruo numero di quelli in circolazione, in ogni modo il 2002 ci regala due nuove categorie di fondi comuni che magari faranno la felicità di chi ambisce ad una sempre più ampia diversificazione dei propri assets.

Si tratta degli Azionari Paese e degli Azionari Settoriali, la cui nascita segna anche l’abolizione della categoria Azionari Internazionali NTT.

Tale suddivisione permetterà di avere una maggiore, immediata percezione della politica di investimento del fondo stesso e del rischio che lo caratterizza; e trova fondata necessità nell’esigenza di incrementare la trasparenza agli occhi degli investitori in uno scenario dove ancora molti sono i punti oscuri propri degli strumenti finanziari.

Gli Azionari Paese, che vedono per adesso la presenza di 84 fondi, sono distinti da un investimento principale (maggiore del 70%) in azioni con emittente o mercato di uno stesso paese o gruppi ristretti di paesi; mentre il resto viene investito in obbligazioni denominate nella valuta del paese o gruppo definito, o in euro.

Gli Azionari Settoriali invece, che per il momento contano soltanto 7 fondi, sono parametrati ad azioni quotate in settori specificati ed il residuo investimento viene effettuato in obbligazioni di qualunque valuta.

Chissà se questa come ulteriori nuove suddivisioni avranno l’effetto contrario del voluto, creando confusione nei risparmiatori; certo è che il mercato dovrà tenere il passo coi tempi offrendo prodotti in continuo miglioramento ed in grado di soddisfare tutti i bisogni dal più semplice al più selettivo.

di Sirio Belli

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