I “CERTIFICATES”

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Strumenti finanziari di ultimissima generazione, piuttosto complessi e per questo destinati a chi li conosce: perciò ve li presentiamo nel dettaglio.

La notizia economica più rilevante della settimana è sicuramente il fatto che il superindice americano ha segnato un calo per la prima volta da oltre un anno a questa parte ( – 0,2%).
Forse, come sostengono molti, è la prova evidente che l’economia Usa non va più a gonfie vele, ed i vari dati congiunturali (calo delle vendite di case, calo dei consumi e della produttività della settimana passata) sembrerebbero confermare tale ipotesi.
Forse è presto per avvalorare questa sensazione (visto comunque che non mancano segnali positivi come il calo delle richieste di disoccupazione), ma è in ogni modo un campanello d’allarme che non deve essere sottovalutato.
Sui mercati segnaliamo flessioni per colossi come Ebay, Amazon, Caterpillar, Ford; buoni risultati per Microsoft (dividendendo eccezionale di 3 dollari per azione ed uno trimestrale di 8 centesimi), Motorola, Texas Instruments.
In Europa pesanti tutti i tecnologici trainati dalle vendite che hanno colpito Stm.

LA LENTE DI INGRANDIMENTO
Tra gli strumenti finanziari di ultimissima generazione troviamo i cosiddetti “Certificates”.
Ecco un breve glossario con alcuni di essi, per meglio distinguerli:
TURBO E SHORT CERTIFICATES. Tramite l’effetto leva finanziaria permettono di avvantaggiarsi della crescita (turbo) o della discesa (short) del mercato azionario.
SUPERSTOCK CERTIFICATES. Sensibili al variare del sottostante, sfruttano anche un moderato rialzo di quest’ultimo.
BENCHMARK CERTIFICATES. Replicano fedelmente (almeno secondo quello che dichiarano le varie società emittenti) l’andamento di un’attività sottostante. Con essi si investe praticamente nei vari indici di riferimento denominati appunto Benchmark.
DYNAMO CERTIFICATES. Il rendimento di questo strumento è parametrato ad un paniere di titoli selezionati all’interno di un indice azionario. Consente quindi di puntare su un certo numero di azioni che si ritengono potenzialmente più attive rispetto al mercato o all’indice stesso.
EQUITY PROTECTION CERTIFICATES. Permettono di beneficiare in parte dell’eventuale performance positiva del sottostante con una prestabilita soglia di protezione del capitale.
INDEX CERTIFICATES. Replicano la performance di un indice di mercato preso come riferimento.
MINI FUTURE CERTIFICATES. Con riferimento al sottostante ci consentono di puntare su una crescita (mini long) o su una discesa (mini short), sfruttando al massimo la leva finanziaria, un po’ come avviene proprio per i contratti Future.
Altri ancora potrebbero essere elencati, ma vista la loro non facile comprensione ed utilizzo, per il momento ci limitiamo a fornirvi una leggera “infarinatura”.
Consideriamo in ogni caso che tali strumenti non sono per tutti, proprio per la loro alta specializzazione ed i complicati meccanismi di funzionamento, e richiedono investitori abbastanza esperti e padroni della materia.
Per tutti coloro che desiderano tenere il passo dei tempi è importante comunque una minima conoscenza.

di Sirio Belli

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