I GAY ANCORA DISCRIMINATI SUL LAVORO

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Massimo Mariotti dell'Ufficio Nuovi Diritti Cgil di Milano, analizza quello che si è fatto e cosa si può fare per combattere la discriminazione.

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Parlare su Gay-it di mondo del lavoro è certo un bel passo avanti, ma non è cosa facile perché argomento non troppo scontato, ancora oggi forse percepito erroneamente come lontano dalla quotidianità dei diritti più discussi di gay e lesbiche.

Per molti anni, volendo ritenere l’omosessualità un fatto esclusivamente privato e come tale non confessabile oltre le mura di casa o di un locale, si è implicitamente negato un collegamento profondo tra le battaglie del movimento gay e lesbico e la rivendicazione, o la salvaguardia, dei diritti anche nei luoghi di lavoro.

Contestualmente alla nascita del "gay pride" nell’ormai lontano 1969, un forte movimento di lotta di centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici ha posto proprio in quegli anni le basi fondamentali per i diritti delle persone che lavorano -senza distinzione di sesso, di religione o opinione politica- diritti ancora oggi largamente riconosciuti, anche se messi in discussione sempre più spesso dai profondi cambiamenti intervenuti nell’economia e nella società.

L’Italia del millennio appena iniziato è un paese profondamente diverso da come lo abbiamo conosciuto solo 15 o 20 anni fa: sono profondamente cambiate le persone, le relazioni fra persone, gli usi e i costumi.

Oggi c’è chi va in televisione a confessare alla mamma la propria diversità e anche in Italia il coming out non è più considerato un gesto oltraggioso e permesso solo ai personaggi dello spettacolo.

Oggi non ci sono solo famosi attori/attrici dichiaratamente gay e lesbiche. Ci sono studenti gay, casalinghe lesbiche, preti gay e naturalmente lavoratori e lavoratrici gay e lesbiche.

Tuttavia una maggiore consapevolezza e una maggiore visibilità della propria diversità non poteva non scontrarsi con quei settori della società che ancora oggi vedono con pregiudizio e disprezzo uno stile di vita duramente condannato anche dalle gerarchie cattoliche, assai influenti come è noto, nella nostra società.

La condizione degli omosessuali nel mondo del lavoro non è altro quindi che la fedele rappresentazione della realtà sociale con le dovute eccezioni in positivo e in negativo.

Il mercato del lavoro attuale esprime infatti due orientamenti contrapposti in relazione alla diversa percezione che sia ha dell’omosessualità: da una parte l’espressione rigida e attenta alla morale cattolica quale segno di ordine e organizzazione ma anche attenzione a non disturbare l’immagine di una realtà produttiva rivolta alla generalità del pubblico; dall’altra una espressione più selettiva o cosiddetta "alla moda" che individua nella diversità un elemento di forza per promuovere il proprio prodotto. La prima ipotesi rimane naturalmente la più diffusa e il conflitto che ne deriva non è solo tra dipendente gay e datore di lavoro ma anche, che è la situazione più frequente, fra i colleghi di lavoro. L’esperienza insegna che buona parte dei rapporti conflittuali col proprio datore di lavoro sono preceduti da insoddisfacenti rapporti con quelli di pari grado. Non esistono attualmente statistiche che descrivano la dimensione del fenomeno, tuttavia la percezione che ha il sindacato è di una sostanziale conferma di un clima ancora altamente discriminante nelle aziende, soprattutto nelle realtà di provincia e al Sud.

Ancora più sconosciuta è la condizione delle lesbiche nel mondo del lavoro, le quali raramente si rivolgono alle strutture del sindacato per denunciare eventuali soprusi.

Di sicuro si può affermare che la casistica resa nota è assolutamente sottodimensionata e la maggior parte delle discriminazioni non emergono.

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Tuttavia, in mezzo a tanti esempi negativi, si registrano episodi che incoraggiano un cauto ottimismo, anche grazie alla robusta legislazione vigente indubbiamente tra le più difensive a livello mondiale. Per concludere la decisione di individuare uno spazio su internet sulla questione omosessuale e mondo del lavoro, rappresenta certamente una esperienza straordinariamente attuale in relazione ai tempi in cui viviamo dal momento che l’attuale dibattito sul mercato del lavoro si interroga sempre più spesso alla ricerca di un equilibrio sempre più difficile e labile tra esigenza della produzione e diritti della persona. Cercheremo anche noi ogni volta di dare una risposta, attraverso i commenti, le storie di cronaca e, perché no, cercando anche di spiegare con le parole più semplici una realtà sempre più contraddittoria e complessa.

Massimo Mariotti Ufficio Politiche Sociali Camera Del Lavoro Di Milano

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