I SEGRETI DELL’IPOTECA

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Se i mercati azionari tentennano, ci si butta sul mattone. Ma per accendere un mutuo occorre dare l'immobile in garanzia. Cosa si nasconde dietro questa richiesta?

La settimana pre pasquale ha visto un positivo andamento degli indici, soprattutto dopo i buoni dati sull’occupazione americana della settimana precedente.
Nonostante il clima internazionale sia sempre caldo per i timori di attacchi terroristici e per i quotidiani scontri in Iraq, il desiderio di ripresa economica mantiene vivo l’interesse degli investitori che seppur con qualche cautela animano gli scambi.
Sul fronte macro europeo da segnalare i problemi di molti paesi (tra cui l’Italia) a mantenere il tetto del 3% per il cosiddetto “patto di stabilità”, ed i probabili, conseguenti ammonimenti da parte delle autorità centrali.
Sui listini infine troviamo un po’ penalizzati i tecnologici dopo i deludenti dati di Nokia della scorsa settimana, tensione sugli energetici per l’incerto futuro del greggio, denaro sui ciclici, gli assicurativi, e gli industriali.

LA LENTE DI INGRANDIMENTO
Dopo lo scoppio della bolla speculativa sui mercati azionari abbiamo assistito ad un vero e proprio boom del settore immobiliare ed alla conferma del grande amore degli italiani per il mattone.
Miriadi di mutui sono stati conseguentemente accesi per coronare il sogno di molti, e con essi altrettante ipoteche hanno cominciato a gravare come spade di Damocle sulle abitazioni.
Ma che cos’è l’ipoteca?
Essa è la garanzia richiesta dalle banche per la concessione del mutuo, e si accende (con atto notarile) per concedere un privilegio sul bene all’istituto di credito che in caso di insolvenza si potrà rivalere sull’immobile e su tutte le pertinenze o accessori dello stesso.
Generalmente le banche iscrivono sul credito ipoteche di valore doppio rispetto alla somma che finanziano, e nulla impedisce l’iscrizione di una seconda ipoteca sul medesimo immobile (anche se il caso è piuttosto improbabile a meno che il valore del bene sia molto più elevato del finanziamento richiesto).
Ovviamente, nel caso di ipoteca di secondo grado, il titolare di quest’ultima potrà eventualmente rivalersi sul bene solo dopo il soddisfacimento del primo creditore.
Giuridicamente l’ipoteca è un diritto accessorio e cioè che può essere fatto valere solo quando il proprietario del bene non onora il proprio debito.
Quando invece il debito viene regolarmente pagato ed estinto, l’ipoteca può essere cancellata facendone richiesta alla banca od al notaio (il costo si aggira intorno ai 3/400 €), mentre occorrono venti anni dal pagamento dell’ultima rata per la cancellazione automatica.
La cancellazione dell’ipoteca diventa necessaria se si deve ad esempio rivendere l’immobile, altrimenti non rappresenta un problema.
Infatti, dopo il pagamento dell’ultima rata di un mutuo, la banca non può più pretendere nulla sul bene ipotecato anche se l’ipoteca non viene cancellata.
Durante la vita di un mutuo invece (sebbene la cosa sia più teorica che pratica) si può ridurre il valore dell’ipoteca mano a mano che il debito residuo si assottiglia, ma è un caso abbastanza complicato ed infrequente.

di Sirio Belli

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