IL FUTURO… “VERICHIP”

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Ciò che sembrava un'inverosimile trovata alla "Matrix" è realtà: un microchip impiantato sottopelle che consente l'identificazione e anche pagamenti con carta di credito. Già in uso a Barcellona.

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LA LENTE DI INGRANDIMENTO
Ciò che la più fervida e creativa delle menti poteva immaginare per un lontano futuro adesso potrebbe essere davvero a portata di mano.
La notizia arriva da un locale notturno di Barcellona, dove per pochissimi eletti VIP si sta sperimentando una forma di pagamento che ha dell’incredibile: un microchip impiantato sotto pelle.
Si chiama Verichip, è prodotto dall’azienda americana Applied Digital Solutions, è grande poco più di una punta di spillo (12 x 2,1 millimetri le sue misure), ed è in grado di trasmettere su frequenze radio (125 Khz) ogni tipo di informazione come ad esempio il numero della carta di credito, il gruppo sanguigno del possessore, sue eventuali patologie mediche, dati identificativi, e così via.
E’ inutile dire che tale dispositivo offre infiniti impieghi che vanno dalla medicina alla sicurezza, dall’identificazione personale alle forme di pagamento.
E proprio in questo campo potrebbe far sì che un domani non troppo distante ognuno di noi possa viaggiare senza portafoglio, senza denaro, senza carte, con indubbi vantaggi per la sicurezza ed il tempo (pensiamo soltanto che le transazioni non richiederebbero nemmeno la firma come avviene oggigiorno).
Il funzionamento di Verichip è “semplice”. Una volta inserito sotto la pelle (piccola incisione in anestesia locale) viene attivato attraverso un apposito scanner (situato nei vari luoghi come esercizi commerciali, ospedali, aziende, ecc..) quando si presenta l’occasione per esempio di un pagamento o di un riconoscimento dell’identità.
A questo punto un segnale in radio frequenza contenente il numero di identificazione comincia a viaggiare attraverso l’epidermide.
Lo scanner recepisce il segnale, riconosce il numero di identificazione, e trasmette il tutto via Internet ad un database (gestito da personale autorizzato) che provvederà alle varie elaborazioni dei dati per gli usi che di volta in volta si necessitano.
Sarà probabilmente un grande passo in avanti, ma una battuta ci sorge spontanea: ciò che in “Matrix” ci fa pensare all’inverosimile forse adesso potrebbe avere un principio?

di Sirio Belli

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