IL PROSCIUTTO VA IN BORSA!

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Novità pasquali per gli investimenti...

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Dopo le festività pasquali il clima sui mercati azionari appariva già abbastanza tranquillo nonostante l’assenza di grosse indicazioni direzionali, e nemmeno nuovi annunci di licenziamenti dei colossi della new economy hanno turbato questa calma generalizzata.

Pure i dati macro come la produzione industriale (cresciuta a sorpresa) ed aspettative migliori di utili aziendali per la seconda metà dell’anno sono serviti a risollevare gli animi dopo tanto penare.

Ma la vera sorpresa spuntata fuori dall’uovo è stata la mossa a improvvisa della Fed che mercoledì, spiazzando un po’ tutti, ha abbassato i tassi di uno 0,50 contrariamente alle attese che vedevano una tale manovra solo per la riunione di maggio.

Inutile dire che il Toro ha risvegliato immediatamente la voglia di investire in un mercato già da tanto depresso, ed ha letteralmente incornato un orso per il quale si pronostica già un letargo anticipato.

A nostro avviso però, nonostante il tono sia in deciso miglioramento e le prospettive future comincino ad assumere connotati più incoraggianti, l’intervento della Fed va letto come una perdurante preoccupazione per le sorti dell’economia Americana e globale, e come un incoraggiamento verso l’uscita di questo periodo buio.

Cautela quindi, ed ancora cautela, fino a quando le nubi non saranno completamente dissipate.

Nel frattempo in Europa la Bce continua con fermezza la sua politica, incurante delle pressioni esterne per un taglio dei tassi, e casomai tesa a monitorare l’andamento dei prezzi e delle riforme comunitarie.

Per il Vecchio Continente c’è solo da sottolineare purtroppo che non è riuscito, almeno per il momento, a sostituirsi agli Stati Uniti quale motore trainante per il resto del mondo; ed in attesa che il Giappone guarisca dai suoi mali, i nostri destini finanziari rimarranno comunque appesi alle sorti dello Zio Sam.

LA LENTE DI INGRANDIMENTO

Buongustai di tutta Italia allerta!

La notizia è di qualche giorno fa, ma è di quelle destinate a far discutere a lungo per l’argomento in questione assai curioso.

Ebbene la Cassa di Risparmio di Parma (Gruppo Intesa) in collaborazione con una primaria banca d’affari, sta studiando un nuovo strumento finanziario che avrebbe come sottostante le produzioni di prosciutto di Parma e di Parmigiano Reggiano.

L’ispirazione di tutto ciò trarrebbe origine dal "future" sui vini pregiati; in realtà chiamato scorrettamente future, ma che nel campo pratico serve ai produttori per scontare le produzioni di alta qualità che necessitano di lunghi periodi di stagionatura, anticipandone parte dei futuri ricavi.

I futures in generale non sono altro che contratti attraverso i quali una controparte si impegna ad acquistare (se ha aspettative di rialzo del valore) o vendere (se ne prevede invece una caduta) beni, titoli o valuta ad una certa scadenza e a un determinato prezzo.

Si suddividono in due grandi categorie: I Commodity Futures, aventi per oggetto beni reali ed i Financial Futures, inerenti valori mobiliari, valute, tassi di interesse o indici di borsa.

Lo scopo del future si concretizza nel ridurre i rischi relativi a fluttuazioni nei prezzi o, come spesso accade, per speculare proprio su queste oscillazioni per trarne profitto.

Ricordiamo a tale proposito che il future ha in se una elevata leva finanziaria, per cui anche impiegando una somma relativamente ridotta (comunque non per tutti), ci si impegna per valori molto più elevati dell’investimento.

Ma tornando all’origine del nostro discorso, è evidente che il campo finanziario stia diventando davvero globale, includendo settori che una volta si ritenevano distanti anni luce; e la sua ampia gamma offre via via maggiori soluzioni per accontentare gli investitori più esigenti.

I tempi, si sa cambiano, e lo fanno ad una velocità tale da rendere consueti anche gli accostamenti tra prosciutto e finanza.

E’ ovvio che simile futura possibilità riguarderà specialmente gli operatori del settore o gli speculatori, ma a noi non resta che prenderne atto e chissà se in futuro al posto di Eni, Telecom o quant’altro non acquisteremo magari pasta, pizza o panettone…

Buon Appetito!

di Sirio Belli

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