INFLAZIONE… ARPIONATA

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Un nuovo prodotto consente di unire alla tradizionale sicurezza offerta dai titoli di Stato, un rendimento che non cali col costo della vita.

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Qualche presa di beneficio sulle principali piazze finanziarie dopo i recenti mini-rally (anche in vista della ricorrenza dell’11 settembre che rappresenta comunque una importante soglia psicologica), e nonostante qualche dubbio circa le effettive consistenze di una ripresa globale, il clima risulta abbastanza sereno.
Negli Stati Uniti sono attese verifiche nel mercato del lavoro che negli ultimi tempi non ha fornito risposte particolarmente brillanti, mentre in Europa è recessione tecnica per alcuni paesi e preoccupano non poco i conti di Italia, Germania e Francia, che quasi sicuramente non riusciranno a centrare gli obiettivi di bilancio 2003.
In Eurolandia è comunque prevista una piccola ripresa nella parte finale dell’anno.
Qualche battuta d’arresto anche ad Oriente, dove oltre ad una fisiologica, piccola correzione, i nuovi rischi legati alla Sars incupiscono i pensieri degli investitori.

LA LENTE DI INGRANDIMENTO
Tutti noi sappiamo molto bene quanto miseri siano i rendimenti dei titoli di Stato in questo periodo, ed altrettanto bene conosciamo gli effetti che l’inflazione ha sempre avuto sugli stessi. E proprio per tenere a bada la medesima inflazione, adesso si è deciso di legare ad essa il rendimento di un particolare BTP di nuova concezione.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha infatti deciso di emettere un BTP quinquennale indicizzato all’indice armonizzato dei prezzi al consumo europeo (tabacco escluso), seguendo gli esempi di altri paesi come Francia e Stati Uniti, ma accorciandone però la durata, visto che questo mercato è stato fino ad ora caratterizzato da scadenze di 10 o 30 anni.
Indubbiamente l’inflazione europea è un po’ più bassa di quella italiana, e questo titolo non offrirà certo rendimenti a due cifre (almeno in questa fase di tassi al minimo), ma se non altro servirà maggiormente rispetto ad altri strumenti per ripararsi dai deleteri effetti dell’inflazione stessa.
Il meccanismo di indicizzazione si concretizzerà con la fissazione da parte del Tesoro di una cedola semestrale a tasso “reale”, calcolata ogni volta su un capitale parametrato all’inflazione.
In sostanza avremo ogni sei mesi un rendimento positivo sempre coerente con i livelli dei tassi stabiliti di volta in volta dalla politica monetaria, mentre alla scadenza il capitale verrà rimborsato con una rivalutazione che avrà tenuto conto della pressione inflazionistica.
A questo punto per l’esordio di questo strumento occorrerà attendere l’accoglienza che gli verrà riservata dagli investitori istituzionali, che ne determineranno appunto i futuri sviluppi; per il resto c’è da augurarsi che l’inflazione italiana (soprattutto quella effettiva) si adegui sempre più a quella comunitaria.

di Sirio Belli

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