LA DOPPIA FACCIA DELLA FINANZA

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Settimana a due volti sulle piazze finanziarie: rimbalzo tecnico o rialzo stabile?

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Sulla scia del buon recupero di venerdì scorso in America, massicci ordini di acquisto si erano riaffacciati al capezzale di Dow e Nasdaq ormai esanimi dopo tanto penare, e la fiducia era timidamente tornata ad aleggiare tra gli investitori coinvolgendo nell’euforia anche i mercati del vecchio continente.

L’inizio di quest’ultima settimana poi era sembrato addirittura scoppiettante con le principali borse mondiali pronte a stappare il tappo per brindare al ritorno del sereno.

Ma evidentemente era una apparente tregua che celava un nervosismo mai sopito e fomentato da continue cattive notizie.

Difatti, nonostante negli Usa apparisse in netto ed improvviso miglioramento l’indice di fiducia dei consumatori, in realtà abbiamo assistito alla comparsa di altri dati negativi che hanno di nuovo affossato le speranze di un recupero a breve; in particolare la flessione degli ordini dei beni durevoli ed ulteriori profit warning delle principali aziende non solo legate alla new economy (come per esempio la Walt Disney) che hanno annunciato utili in calo, tagli di personale e drastici ridimensionamenti delle prospettive future.

Come non bastasse, anche grossi nomi della finanza mondiale come Warren Buffet hanno lanciato moniti sulla effettiva consistenza di questi recuperi dichiarandosi scettici nel medio periodo e pronosticando ulteriori discese per i corsi azionari, in contrapposizione a quanti sostengono (e non sono pochi) che sia venuto il momento di fare shopping.

Indubbiamente è presente tra gli operatori la voglia di entrare a piene mani in un mercato ormai depresso ed in effetti lo si è percepito sul finire della settimana assistendo soprattutto in Europa ad una timida reazione, incuranti della decisione della Bce di lasciare invariati i tassi che viceversa hanno nuovamente affossato l’Euro.

La Fed per il momento tace nell’attesa che si accendano i riflettori sulla riunione in programma a maggio, riservandosi il diritto di eventuali mosse a sorpresa più volte invocate da molti economisti.

In Giappone invece, per il momento non si è confermato il trend positivo che ha fatto seguito al taglio dei tassi della BoJ ed alle promesse riforme del Governo, provocando una brusca frenata dell’indice Nikkei e di tutta l’area asiatica.

Nuove nubi si stanno forse celando all’orizzonte?

LA LENTE DI INGRANDIMENTO

La nostra lente si concentra questa settimana sul titolo Autogrill.

A seguito della presentazione del bilancio 2000, il titolo della famiglia Benetton ha mostrato buona reattività rispetto alle deludenti performance borsistiche degli ultimi tempi, ed i dati relativi all’anno passato hanno evidenziato un deciso miglioramento che a fronte di incertezze per la posizione debitoria offre per il futuro ottime prospettive di crescita a livello internazionale.

In dettaglio possiamo vedere che i ricavi netti sono cresciuti del 14,7% a 3041,1 milioni di euro, mentre l’utile netto è sceso a 14,9 milioni di euro (25,9 il precedente).

Agli azionisti verrà proposto un dividendo di 80 lire invariato rispetto a quello dello scorso anno.

Da evidenziare che forte impatto sugli utili è stato generato da grosse acquisizioni da parte della società dal 1999 ad oggi (ricordiamo l’americana Host Marriot e la svizzera Passaggio) che ne fanno indiscusso leader mondiale nel campo della ristorazione in autostrada e negli aeroporti.

Proprio su tali acquisizioni si concentrano le scommesse per il futuro del gruppo, che dovrà ottenere un risultato gestionale in grado di coprire nel tempo l’indebitamento generato da simili importanti investimenti; e a tal proposito la società annuncia nuove aperture sui mercati internazionali e significativi rinnovi contrattuali.

In una nota della società stessa si legge proprio che nei primi mesi dell’anno in corso le vendite sono considerevolmente aumentate in parallelo con un miglioramento gestionale nei principali paesi dell’Unione.

Secondo la gran parte degli analisti quindi, le perplessità legate all’onerosità delle operazioni intraprese nell’ambito di questa politica di crescita potranno essere spazzate via dalla buona capacità del gruppo di generare cassa vista anche la durata media delle concessioni, e non esitano ad emettere giudizi favorevoli sul titolo, descritto ormai come difensivo; alternativa alla new economy in questa fase di estrema volatilità nelle piazze finanziarie.

Giudizio: ADD

Target Price: 14€

di Sirio Belli

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