LA GIORNATA DELLA FINANZA ETICA

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Il 20 novembre si terrà a Bologna la quarta edizione della Giornata Nazionale della Finanza Etica.

Più che dei singoli dati borsistici continuiamo ad occuparci prevalentemente della situazione macroeconomica.
In Italia, secondo l’ISTAT, l’inflazione è in frenata (2,1%) nonostante gli ennesimi rincari della benzina, e gli scenari che vengono prospettati disegnano una certa stabilità per l’immediato futuro.
La nostra spontanea domanda vuole cercare di capire su quali basi questi esperti facciano le loro rilevazioni e soprattutto come possano negare quella che evidentemente è la reale situazione, e cioè che il peso del costo della vita è molto più alto di quello che da mesi viene ormai sbandierato.
Misteri…
Per il resto rivisto al rialzo il Pil Usa del secondo trimestre (+ 3,3%), ritoccate all’ingiù di mezzo punto da parte del FMI le previsioni per la crescita mondiale 2005 (+ 4,3%) per effetto del rialzo del prezzo del greggio, e quotazioni di quest’ultimo abbastanza stabili dopo aver superato quota 50 $.

LA LENTE DI INGRANDIMENTO
Il 20 novembre si terrà a Bologna la quarta edizione della Giornata Nazionale della Finanza Etica.
Promossa dall’AFE (Associazione Finanza Etica), essa avrà un’anticipazione il 18 dello stesso mese a Firenze ed avrà come tema centrale della discussione “La Finanza Etica per la Pace”.
Tale programma seguirà i dibattiti su ambiente e società degli scorsi anni, chiudendo un significativo progetto che si propone l’intento di “gettare le basi di un sistema finanziario alternativo e costruttore di un’economia di pace”.
Tra le altre cose la manifestazione inaugurerà l’anno internazionale del microcredito (2005), anche questo uno dei perni della Finanza Etica proprio perché intende dare la possibilità di ottenere piccoli prestiti a tutti, anche alle persone che le istituzioni bancarie non ritengono meritevoli e che escludono in partenza perché al di fuori dei rigidi canoni del sistema.
Esso rappresenta quindi uno strumento finanziario indispensabile per creare un’economia di pace e solidarietà così come l’intera finanza etica, che ricordiamo si propone l’intento di guardare all’investimento con un occhio a determinati parametri di rispetto verso la società, l’ambiente, i diritti umani; dove gli investimenti non sono semplici speculazioni e manipolazioni individuali ma contribuiscono ad un benessere diffuso e costruttore di pace.
Ecco perché è importante dare sempre più seguito a questi eventi, far si che la finanza etica non sia solo un sistema alternativo a quello attuale, e soprattutto capire che la nostra agiatezza non può certo prescindere dalla serenità dell’intero genere umano.

di Sirio Belli

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