MANO TESA ALLE IMPRESE

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Concludiamo questa settimana l'analisi del progetto "Patti Chiari", con la sezione dedicata ai piccoli e medi imprenditori.

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L’approssimarsi delle feste natalizie si fa sentire sui mercati azionari, e la voglia di realizzi prevale nell’operato degli investitori, nonostante confortanti dati macroeconomici e la conferma da parte della Fed americana della buona ripresa.
La stessa Federal Riserve ha dichiarato per l’ennesima volta che l’attuale livello dei tassi (il più basso da oltre 40anni) resterà così per molto tempo, proprio per aiutare il cammino dell’economia.
Anche la debolezza del dollaro dovrebbe far sentire i propri effetti benefici sulle esportazioni Usa, e l’avanzare dell’€uro non sembra preoccupare più di tanto.
Casomai i problemi potrebbero venire per l’economia del vecchio continente, la quale per il momento non riesce a tenere il passo di quella a stelle e strisce, e che nel super €uro trova un freno pesante per lo sviluppo.
Infine, da segnalare la triste vicenda Parmalat, con il rischio default per l’azienda emiliana, ed il conseguente, ennesimo danno per i migliaia di indifesi risparmiatori coinvolti.

LA LENTE DI INGRANDIMENTO
Ecco l’ultima area del progetto “Patti Chiari” con la quale ne terminiamo la presentazione.
Essa si rivolge al settore delle piccole e medie imprese e quindi al tessuto vitale della nostra economia, e non è difficile desumere l’importanza che rivestono le nuove iniziative.
La prima di queste è rappresentata dai Criteri di valutazione della capacità di credito (partenza 15/12/2003), che è in pratica un’illustrazione al pubblico dei criteri generali attraverso i quali le banche giudicano la capacità di credito d’impresa (l’impresa ed il suo business, il fatturato, le prospettive di settore,la capacità di rimborso, il fine del finanziamento, le garanzie, gli eventuali precedenti relazioni tra banca e cliente), con l’obiettivo di aumentare il dialogo tra gli imprenditori e le istituzioni finanziarie migliorando in tal modo la qualità del credito stesso.
Il secondo progetto, ovvero Tempi medi di risposta sul credito alle piccole imprese (partenza 15/03/2004), si prefigge lo scopo di far conoscere anticipatamente il numero di giorni di cui la banca necessita per dare una risposta ad una richiesta di credito, regione per regione e per fasce d’importo.
Un prospetto che indicherà inoltre la documentazione necessaria da presentare alla banca per l’istruzione della pratica, semplificando quindi le richieste stesse.
In questa maniera le imprese potranno confrontare le tempistiche dei diversi istituti al fine di trovare le soluzioni migliori per le loro esigenze.
In conclusione il progetto “Patti Chiari” non sarà certo la panacea di tutti i mali e sicuramente incontrerà anche delle critiche, ma non possiamo non vederlo come una svolta importante per la creazione di valore aggiunto nei rapporti tra le banche ed i loro clienti.

di Sirio Belli

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