Microsoft incontra Glaad: “Ci hanno suggerito cose nuove”

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Il responsabile della policy di Xbox Live ha incontrato due rappresentanti della principale associazione lgbt statunitense. L'incontro è nato dal caso della giocatrice bannata perché lesbica.

Il responsabile della policy di Xbox Live Stephen Toulouse ha incontrato gli attivisti della Glaad (Gay and Lesbian Alliance Against Defamation) per discutere insieme del problema dell’omofobia nel gioco più famoso di Microsoft. All’inizio dello scorso mese di marzo, una giocatrice aveva rivelato di essere stata infastidita da altri giocatori e poi bannata dal gioco perché "il suo lesbismo" offendeva gli altri partecipanti a Xbox Live.
Teresa aveva detto: "Microsoft non fa nulla per fermare o prevenire queste cose, piuttosto si schiera con gli omofobi. Nessuno mi dissuaderà dalla convinzione che quella di Microsoft sia una politica anti-gay. Neanche l’HRC (Human Rights Campaign, ndr) che sostiene che Microsoft ha un’immagine positiva per loro. Beh, non per me".

Alcuni giocatori hanno anche ricevuto lamentele per avere usato la parola "gay" nei loro profili. Microsoft ha dichiarato che il problema è stabilire cosa è un insulto e cosa non lo è quando una determinata parola si usa in un gioco.
In un podcast, Toulouse ha detto che l’incontro con la Glaad è stato positivo e lo ha descritto come un "grande impegno".
"Non posso parlare di ciò di cui abbiamo discusso nello specifico – ha chiarito Toulouse -. Posso solo dire che abbiamo fornito loro moltissime informazioni riguardo a quello che facciamo oggi, perché lo facciamo e come lo facciamo. E poi abbiamo chiesto loro ‘Cosa possiamo fare per farlo meglio?’ E adesso abbiamo delle idee".

"Questo incontro è stato molto, molto utile – ha continuato -. Justine e Jeffrey che rappresentavano la Glaad hanno apprezzato l’impegno che ci abbiamo messo e hanno avuto grandi idee suggerendoci cose a cui non avevamo pensato".
Al momento, però, non è stata anticipata alcuna modifica alla policy dell’azienda. Un sondaggio, pubblicato nel 2007 ha rivelato che gli amanti dei giochi online manifestano spesso una cultura omofoba. Il Gaymer Survay, condotto dall’Università dell’Illinois con il coinvolgimento di 10.000 intervistati, ha riveltato che i giocatori gay devono spesso avere a che fare con comportamenti e linguaggi estremamente omofobi.

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