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Perché i mercati italiani ignorano gli omosex?

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La settimana appena trascorsa ha in definitiva tranquillizzato gli animi di molti investitori, e soprattutto le parole del governatore Greenspan hanno mostrato una crescente fiducia per la ripresa economica negli Stati Uniti.

Le borse hanno ovviamente beneficiato di simili affermazioni, e l’intonazione positiva è stata pressoché totale.

Un piccolo dubbio che riguarda in particolar modo l’Europa rimane però dopo le dichiarazioni di Duisemberg, il quale nell’evidenziare spiragli di luce nel futuro dell’economia del vecchio continente, ha tuttavia affermato che il livello attuale dei tassi è abbastanza adeguato per la congiuntura in atto, deludendo le aspettative di chi sperava in ulteriori riduzioni.

Se non altro la situazione sembra comunque assestarsi verso un recupero quanto mai agognato dopo tanto penare.

Piazza Affari ha fatto registrare una performance migliore di altri importanti mercati, e tra gli spunti segnaliamo il settore bancario con Bipop-B.ca Roma a farla da padrone dopo l’annuncio della prossima fusione, l’energetico con Eni e Snam in evidenza, ed il tecnologico che h beneficiato dell’annuncio di Nokia sul miglioramento delle stime future.

LA LENTE DI INGRANDIMENTO – ^SGAY E MARKETING^s

Mesi orsono abbiamo più volte posto l’accento sul fatto che anche il mondo finanziario ed in generale quello economico hanno da tempo rivolto la loro attenzione verso il vivere omosessuale, individuando in esso un business estremamente proficuo.

Ebbene, ultimamente anche la stampa nazionale sembra dare risalto a questo fenomeno.

Prendiamo spunto per esempio dall’articolo di Giampaolo Fabris su "il Sole 24h" di domenica 20 gennaio, dove appunto si cercavano di interpretare le connessioni tra le strategie di marketing ed il mondo gaio, e si evidenziava come l’Italia sia rimasta al palo nello sfruttamento di questa opportunità di mercato rispetto ad altri importanti paesi.

Questo interesse generalizzato, palese come mai lo è stato negli anni passati, mostra come l’argomento gay in quanto segmento di mercato sia un tema rilevante ed attuale, evidenziando la non casualità del fatto che il mondo mediatico si rivolga sempre più al nostro vivere quotidiano.

Molteplici sono i progetti in cantiere come la prossima, neonata ed italianissima Gay TV o la TV satellitare allo studio negli Usa rivolta ai gay di tutto il mondo, carte di credito dedicate alle problematiche della comunità, banche gay friendly, esercizi commerciali convenzionati, e poi tanto, ma veramente tanto dibattito che inevitabilmente catalizza l’attenzione di tutta l’opinione pubblica.

La vita gaia non si riconduce solo al sesso o alle frivolezze, ma rappresenta un universo di consumatori che avidamente spaziano dalle case all’abbigliamento, dai viaggi alla cura del corpo, dalla cultura allo sport, semplicemente come il resto del mondo, forse più del resto visto che statisticamente le potenzialità economiche sono al di sopra della media.

Come si fa notare nell’articolo di Fabris, anche il concetto popolare sul tema omosessualità è profondamente cambiato, cancellando parole come malattia o perversione e riconducendola solo ad una "normale espressione della sessualità".

Chissà se l’evoluzione sociale stia compiendo grossi passi nell’eliminazione dell’idea di diverso, o forse sia in realtà il fattore "sfruttamento economico" la spinta di tanto parlare.

Certo è che sull’onda di simile attenzione, la presa di coscienza della forza del popolo omosessuale contro le avversità e la nostra coesione, proprio adesso non dovranno affatto mancare.

di Sirio Belli

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