PRODOTTI MULTIMARCA

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Siamo diversi! Anche nel portafoglio...

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All’indomani della triplice riduzione dei tassi di interesse da parte della Bce, della Fed e della Banca d’Inghilterra, possiamo constatare che le piazze finanziarie hanno vissuto una settimana abbastanza tranquilla che non ha riservato le solite traumatiche notizie a noi familiari in questa difficile situazione economica.

Tuttavia ci sorge spontaneo un dubbio sulla reale efficacia di tali manovre che soprattutto negli Usa hanno portato i saggi a livelli mai toccati da 40 anni a questa parte; la perplessità riguarda il pericolo che accada quello che da un decennio si verifica in Giappone, dove la politica dei tassi zero non ha premiato la volontà di ripresa, e dove si è rimasti chiusi in una trappola di liquidità di Keynesiana memoria.

Quello che ci appare più evidente, e che già più volte abbiamo evidenziato anche in precedenti occasioni, è il pensiero che lo stato attuale dell’economia non abbia tanto bisogno di far leva sui tassi peraltro già ai minimi, quanto di fortissime iniezioni di fiducia nei consumatori, vera chiave di volta di ogni ciclo economico, e di nuove speranze di ripresa che appaiano più concrete agli occhi della gente.

In poche parole, se adesso abbiamo la possibilità di avere denaro a basso prezzo, non lo andremo certo a sperperare come in passato, ma cercheremo di aumentare la nostra propensione al risparmio proprio per l’incertezza che regna sovrana.

Per una reale ripartenza, dovremo essere convinti che il futuro ci riserverà solo benessere ed una vita del tutto tranquilla e per ora, purtroppo, non è così….

LA LENTE DI INGRANDIMENTO

Se siete stanchi della vostra gestione patrimoniale "old style" o dei soliti fondi comuni ormai in portafoglio anche ai bambini e magari desiderate una allocazione più specializzata e particolare, allora il mercato vi sta venendo incontro con i prodotti multimarca.

Si tratta in sostanza di strumenti che si avvalgono dei fondi di svariate società di investimento (in genere il meglio sul mercato mondiale) che in un unico contenitore garantiscono alto perfezionamento in settori diversi ed una amalgama delle consolidate esperienze degli stessi gestori internazionali.

Tali contenitori possono essere gestioni patrimoniali in fondi o i cosiddetti fondi di fondi, entrambi i quali curando solamente l’asset allocation patrimoniale lasciano ai fondi sottostanti l’operatività in titoli.

Lo scopo prioritario di questa nuova concezione finanziaria consiste nel fornire ai risparmiatori una più alta qualificazione dei propri investimenti uscendo dagli standardizzati prodotti monomarca e, sfruttando la diversificazione gestionale, nell’offrire (almeno in teoria) il top nell’emporio dei fondi comuni.

Rappresentano poi un’ottima soluzione per chi, colto da titubanza in questa particolare congiuntura, desideri demandare le sue preoccupazioni alla forza d’unione tra la propria banca e società del calibro di Merrill Lynch, ING, Morgan Stanley, Flemings, Ubs, Invesco e così via…

Non pensiamo però che tale scelta sia la panacea di tutti i mali, perché tra gli aspetti da considerare vi sono gli alti costi che simile servizio implica proprio per la maggiore professionalità impiegata, e lo spontaneo dubbio sulla effettiva bontà delle scelte operate.

Il giudizio finale è comunque positivo se la nostra decisione nasce dal desiderio di perfezionare al massimo le posizioni in portafoglio e di renderle più sofisticate ed in grado di reggere il peso della difficile situazione economica in atto.

di Sirio Belli

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