RISPARMIO AUTOMATICO

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Con i "conti fondo" si può chiedere di investire in maniera più redditizia tutto ciò che sul nostro conto corrente supera una determinata soglia minima. Per evitare che...

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E’ ancora l’incertezza a farla da padrone sui mercati azionari, che hanno vissuto un’altra settimana con l’occhio in direzione dell’Iraq, dove i sentori di una guerra stanno per tramutarsi in qualcosa di molto più reale.
Dal fronte macro non giungono grosse novità, mentre da quello societario qualche buona notizia non serve però a scaldare i motori degli acquisti.
Ora più che mai gli investitori si posizionano in stand-by, cercando di leggere tra le nebbiose pagine di un futuro a tinte grigie.
Poco altro da riportare.

LA LENTE DI INGRANDIMENTO
Diversi anni fa nasceva in alcuni istituti di credito la categoria dei cosiddetti “conti fondo”.
Creati per implementare l’offerta verso i risparmiatori, essi si prefiggono l’obiettivo di lasciare sul conto corrente una certa cifra, rastrellando eventuali eccedenza ed investendole in un fondo (generalmente di liquidità) parallelo al conto stesso.
In pratica, per evitare di lasciare sui depositi grosse somme a non rendere, i risparmiatori stabiliscono con questi contratti una somma minima da tenere sempre nel conto corrente.
Tutto quello che è in più viene automaticamente prelevato ed investito nel fondo prescelto.
Viceversa, se sul conto la giacenza è inferiore alla soglia prestabilita, avviene un disinvestimento.
E’ quindi un utilissimo strumento che non solo consente una migliore redditività per importi che altrimenti rimarrebbero “aridi”, infruttiferi sul conto corrente, ma ci evita continui controlli del saldo e provvede automaticamente in nostra vece a mantenerne un certo livello.
In questi momenti poi in cui i tassi sono al minimo ed i conti non danno certo una soddisfacente remunerazione, questi prodotti rivelano maggiormente la loro utilità, ed è per questo che sono decisamente tornati alla ribalta.
Sono inoltre molto indicati anche per chi, nell’incertezza della congiuntura, non prende decisioni definitive per un’asset allocation del proprio patrimonio e preferisce assumere posizioni d’attesa.
In genere i conti fondo non hanno costi elevati (il canone può variare mediamente dai 25 € ad i 60 € annui), ed ovviamente percepiscono commissioni di gestione per la parte investita nel fondo.
Il nostro consiglio per coloro che potrebbero trarre utilità da questo strumento è di andare alla propria banca, chiedere se effettua tale servizio, farsi spiegare il funzionamento, conoscerne la parte commissionale, ed eventualmente applicarlo al conto corrente.

di Sirio Belli

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