RISPARMIO INCAZZATO

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Quanti hanno accusato il sistema dei fondi comuni di non tutelare i risparmiatori? Sicuramente molti… Una parziale difesa viene dagli USA: se le cose vanno male, restituiscono i...

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La sensazione più marcata che la guerra in Medioriente possa prendere il sopravvento sul lavoro degli ispettori Onu, il quasi certo fallimento della United Airlines e lo scenario di desolante difficoltà dell’economia europea, hanno aggiunto pesante zavorra ai mercati finanziari che in questa settimana hanno imboccato una discesa abbastanza netta.
Nemmeno il drastico taglio dei tassi (0,50%) operato dalla Bce, giustificato come un segnale forte per dare vigore alla locomotiva economica del vecchio continente, è servito per smuovere le acque di un pantano che ha di nuovo fermato gli investitori.
Forse proprio questo taglio e quindi il radicale ed improvviso cambiamento di operatività di Wim Duisemberg, ha spaventato gli animi e messo a fuoco i reali problemi della congiuntura attuale.
Da Francoforte le prospettive di ripresa appaiono allungate nel tempo, e forse nemmeno il 2003 rappresenterà l’agognato ritorno alla floridezza.

LA LENTE DI INGRANDIMENTO
Quanti di noi a seguito del crollo dei mercati hanno “processato” il sistema dei fondi comuni accusandolo di poca tutela nei confronti dei risparmiatori?
E quanti hanno realizzato che le commissioni di gestione venivano percepite anche nel caso di listini in caduta libera e conseguente performance negativa?
Sicuramente molti…
A parziale difesa dei gestori potremmo dire che indipendentemente dai risultati, ogni lavoro è meritevole di remunerazione e che casomai potrebbero ritoccare all’ingiù le percentuali commissionali.
Ma al di la del giusto o sbagliato che ognuno di noi può vedere nei fatti, dall’America giunge una positiva novità che potrebbe smuovere qualcosa pure da noi.
La più grande società di gestione U.S.A. (la Fidelity) ha deciso che se i propri fondi faranno peggio del benchmark di riferimento, restituiranno il bonus ricevuto nel semestre precedente nel caso in cui il rendimento triennale passato dei fondi stessi fosse stato superiore al benchmark.
Il tutto poi con l’aggiunta di una penale.
E’ successo quindi che pochi giorni fa i sottoscrittori di un fondo Fidelity (F.Magellan), a fronte di un rendimento al 30 settembre inferiore a quello dell’indice parametrato, hanno visto la restituzione di 70 milioni di dollari.
Per carità, quando i mercati vanno male non è certo la gallina dalle uova d’oro, ma è pur sempre una presa di coscienza di come un mercato corretto si dovrebbe comportare in certe situazioni, e senza ombra di dubbio un reale passo verso una nuova cultura finanziaria.
Per ora in Italia esiste solo il divieto di incassare commissioni di performance se il rendimento del fondo è negativo,
Il resto (purtroppo) è ancora nebbia…

di Sirio Belli

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