SECONDO LAVORO: B&B…

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Se abitate in una casa capiente e cercate di aumentare le entrate mensili, poteste decidere di avviare un affittacamere. Ma occhio alle normative regionali e al numero di...

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LA SETTIMANA FINANZIARIA

Alla vigilia del vertice G7 di questo fine settimana, anche il Fondo Monetario Internazionale vede rosa per l’economia mondiale, e le stime di crescita (soprattutto per Usa ed area asiatica) sono in deciso rialzo.

Ultima ruota del carro è come al solito il Vecchio Continente (per l’Italia il Pil 2004 è atteso all’1,7%), dove il FMI si auspica interventi più concreti in tema di pensioni e riforma sanitaria.

Nel frattempo la Bce lascia invariati i tassi di interesse, facendo capire che l’inflazione è sotto controllo e che la riprese, seppur lenta, non dovrebbe mancare.

Continua a preoccupare invece il livello dei cambi, che agonizza non poco le esportazioni europee.

Sui listini registriamo ancora prese di beneficio sul settore bancario (peraltro uno dei migliori lo scorso anno) e la sostanziale debolezza degli altri principali comparti, in un clima parzialmente incerto per l’immediato futuro.

LA LENTE DI INGRANDIMENTO

Se la vostra casa non è proprio quella dei puffi e magari si trova in un punto strategico della città, se non siete troppo intolleranti verso presenze estranee nelle vostre stanze, e se state cercando un modo per aumentare le entrate mensili, forse potreste decidere di avviare un affittacamere.

In questi anni si è registrato un vero e proprio boom di nascite in queste strutture ricettive extra alberghiere con caratteristiche della civile abitazione, e complice una rete di alberghi spesso carente e non sempre economica, la domanda degli utenti si è fatta sempre più corposa ed il numero di coloro che hanno intrapreso part-time o full-time questa attività è salito a dismisura.

Ma come si fa ad avviare un affittacamere?

Beh, innanzitutto bisogna avere una casa abbastanza grande (senza necessariamente esserne proprietari) che risponda ai requisiti strutturali ed igienico edilizi previsti per le case adibite a civile abitazione.

Quindi occorre attenersi alle normative contenute nelle varie leggi regionali, le quali traggono tutte spunto dalla legge quadro sul turismo (17.05.83 n.217) che disciplina le attività alberghiere ed extra alberghiere.

In genere le strutture non possono essere composte da più di un certo numero di camere e posti letto che è stabilito appunto dai vari regolamenti regionali (ad esempio per la Toscana non si possono avere più di sei camere e la capacità ricettiva non deve essere superiore a dodici posti letto).

E’ consentita inoltre la somministrazione di alimenti e bevande limitatamente alle persone ospitate.

L’esercizio dell’attività è subordinato alla presentazione al Comune in cui si intende lavorare di una denuncia di inizio dell’attività stessa, ed è inoltre obbligatoria l’iscrizione nella sezione speciale del Registro esercenti il commercio (R.E.C.).

Da notare la distinzione che si fa tra esercizio dell’attività in maniera professionale ed occasionale in quanto le regolamentazioni differiscono sensibilmente.

Consigliamo l’approfondimento consultando le apposite leggi regionali, alle quali vi rimandiamo anche per più particolareggiate informazioni generali e per l’opportuna conoscenza degli adempimenti fiscali e contabili che l’attività dell’affittacamere richiede.

Di facile consultazione e di utile ausilio è anche il sito www.anbba.it, (Associazione Nazionale Bed & Breakfast ed Affittacamere), dove potrete trovare pronte risposte a molte domande.

A questo punto non resta che tirare a lucido le vostre stanze: la vostra carriera di albergatori non è che all’inizio!

di Sirio Belli

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