TETTI CHE SCOTTANO…

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Tempi duri per i pluri proprietari immobiliari. Dopo anni di continua ascesa di vero e proprio boom, il mercato delle case sembra essersi fermato.

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Prosegue senza grandi sussulti l’estate finanziaria ed il clima tra gli operatori sembra essere abbastanza tranquillo.
In attesa di un autunno probabilmente “più caldo”, i segnali che giungono dal fronte macroeconomico non riescono a dare una precisa proiezione di ciò che il mercato potrà essere nell’immediato futuro.
Ovviamente gli occhi di tutti sono sempre puntati sugli Stati Uniti, carro trainante dell’economia mondiale, ed in questa settimana è parso capire dal Beige Book della Fed che l’espansione economica a stelle e strisce è si proseguita nel mese di luglio, ma a corrente alternata e con qualche piccolo “incidente di percorso”.
Per il momento comunque i dati sono tutti da verificare.
Da segnalare in ogni modo il rialzo dell’indice di fiducia dei consumatori a 106,1 (superiore alle attese), i sussidi alla disoccupazione cresciuti del 4% (in linea), ed il costo del lavoro in aumento dello 0,9% (anche qui senza grosse sorprese).
Pericolosi poi i movimenti all’insù del prezzo del greggio, favoriti non solo dalle tensioni internazionali, ma anche dalla possibile crisi del colosso petrolifero russo Yukos.
Per i listini qualche movimento per i tecnologici, petroliferi e bancari, e spunti di trading per i molti risultati trimestrali di grosse società.

LA LENTE DI INGRANDIMENTO
Tempi duri per i pluri proprietari immobiliari.
Dopo anni di continua ascesa dei prezzi e di vero e proprio boom (grazie anche al crollo dei listini azionari), adesso il mercato delle case sembra essersi fermato di fronte a prezzi decisamente alti e ad una non facile situazione economica delle famiglie.
Anzi, secondo parecchi esperti siamo vicini ad una bolla che da un momento all’altro potrebbe scoppiare.
Ma in questo contesto fare previsioni è davvero molto difficile.
Cosa certa invece è la nuova manovra correttiva del Governo che tra gli altri provvedimenti introduce ulteriori aggravi per i possessori di seconde (o più) case.
Innanzitutto il coefficiente di rivalutazione catastale (solo ai fini dell’imposta di registro sull’acquisto delle seconde case, terreni ed altri fabbricati, e non sulla prima casa) passa dal 10 al 20%.
Sempre per le seconde case aumenta pure l’imposta sostitutiva sui mutui (dallo 0,25 al 2%), mentre viene rinviato al 30 ottobre il termine per ricalcolare i canoni demaniali.
Per dovere di cronaca segnaliamo poi che detta manovra aumenta le marche da bollo (da 10,33 a 11 €) ed il bollo sugli atti rogati, ricevuti o autenticati da notai o altri pubblici ufficiali, relativi a diritti sugli immobili sottoposti a registrazione con procedure telematiche.
Insomma, considerando la congiuntura economica non proprio favorevole, i timori per lo scoppio di una “bolla immobiliare”, ed una imposizione più pesante sulle compravendite immobiliari (che ripetiamo, non riguardano comunque la prima casa), si intravede un periodo abbastanza nebuloso per il mercato del mattone.
Attenzione quindi nel considerare gli immobili come investimento finanziario di sicuro successo; d’ora in avanti, per le motivazioni sopra espresse e per una ciclicità dei settori quasi sempre ricorrente in ambito economico, occorrerà fare una più attenta valutazione.

di Sirio Belli

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