UN CELLULARE ALL’ERBA

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Australia. E' stato ritirato dal mercato un copritelefonino al profumo di marijuana. "Diffondeva la droga" hanno detto le autorità. "Schiocchezze. E poi vendeva tantissimo" la risposta dei produttori.

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E’ stata tale la polemica suscitata dai copritelefonini al profumo di marijuana, che in Australia la società che li produce ha deciso di ritirarli da una fiera tecnologica a Sydney.
Le autorità locali ed il premier dello stato del New South Wales, Bob Carr, hanno bocciato i copritelefonini con il disegno della foglia di marijuana, accusandoli di favorire la diffusione della droga tra i giovani. «Una reazione eccessiva, spropositata», ha detto Robert Punch, proprietario e amministratore delegato di Corporate Phone Covers.

«E’ una novità. Non vai a comprare un grosso pezzo di cioccolato, dopo aver sentito l’odore di quello (il copritelefonino) al profumo di cioccolato», si è lamentato con l’inviato dell’agenzia di stampa Reuters.
Realizzati in Cina con aromi di cioccolato, fragola, mirtilli, ciliegia e rosa, la versione alla marijuana dei copritelefonini ha venduto bene, per quanto solo tra i maggiori di 18 anni, ha detto Punch. «Vende meglio di quello alla fragola, molto meglio», ha concluso tra il laconico e il soddisfatto.
Quelli profumati non sono però i soli “messaggi subliminali” che potrebbero arrivare dall’uso del telefonino: gli “spam”, i messaggi pubblicitari che costituiscono i tre quarti di tutte le e-mail inviate, potrebbero presto insinuarsi nei cinema, nelle metropolitane e ovunque gli americani portino i loro cellulari. Lo hanno annunciato gli esperti a un forum sulla pratica del cosiddetto spamming. I servizi di messaggi di testo sui cellulari di più recente produzione potrebbero consentire agli spam di raggiungere un nuovo appetibile pubblico, è emerso dalla conferenza.
Lo spamming su wireless è già un problema in Giappone, dove il text messaging è popolare nei servizi per cellulari da anni, ha detto una fonte della NTT DoCoMo.
Le nuove leggi anti-spam, l’educazione dei clienti e gli sforzi per introdurre dei filtri hanno ridotto in modo considerevole il numero di spam negli ultimi 18 mesi. Ma i 38 milioni di clienti della società nipponica ricevono ancora fino a 30 messaggi al giorno, ha detto Jiro Murayama, manager dell’ufficio di Washington della NTT.

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