VERGOGNA, SCRIPOFILO!

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Non si tratta di una perversione, ma di una nuova forma di investimento. In vecchi certificati azionari che hanno perso valore borsistico, ma hanno acquistato quello da collezionismo....

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Alla vigilia del G7, la fotografia che abbiamo dell’economia europea ed italiana è decisamente negativa, e le pressioni sulla Bce per un taglio dei tassi (peraltro giudicati appropriati da parte dei banchieri centrali) si fanno sempre più pressanti.
La Germania in particolare mostra pericolosi segnali di recessione (Pil in calo dello 0,2%), e pure in Italia la crescita sembra essere quella dei tempi delle Twin Towers, con il primo trimestre in negativo.
La settimana borsistica tutto sommato ha retto le non buone notizie sul fronte macro, forse sorretta dalla voglia degli investitori di uscire da questo lungo tunnel per ritrovare un po’ di luce, e per rotazioni settoriali.
A Milano ancora in evidenza bancari, Eni ed Enel (a seguito delle buone trimestrali); sotto la lente anche i tecnologici su rinnovate positive attese per tutto il settore.

LA LENTE DI INGRANDIMENTO
Curiosando tra le nuove forme di investimento che in questi periodi di magra per i risparmiatori incontrano un successo crescente, troviamo i vecchi certificati azionari ed obbligazionari.
In una parola, parliamo di Scripofilia.
Si tratta in sostanza di certificati da collezione, che hanno perso valore borsistico e giuridico, ma che comunque sono una testimonianza dell’emittente e della sua storia.
Un numero sempre più alto di persone trova in questo campo non solo una passione da coltivare in quanto puro collezionismo, ma anche un’attività redditizia viste le valutazioni che certi pezzi possono raggiungere (oltre i 100.000 €).
Per valutare la bontà ed il valore di un certificato, occorre prendere in considerazione alcune caratteristiche quali la garanzia di autenticità, la tiratura limitata, lo stato di conservazione, i contenuti storici ed artistici, e non ultima una certa bellezza visiva dell’oggetto stesso.
I settori più interessanti sono l’automobilistico, il ferroviario, l’aeronautico, l’energetico, il minerario, ed in generale le emissioni anteriori al 1800.
Sono molto contesi anche quei certificati che vedono apposta la firma di personaggi famosi, come ad esempio quello della Standard Oil Company (1871) che presenta la firma di J.Rockfeller, e che ha raggiunto quotazioni da capogiro.
Per coloro che desiderassero iniziare un collezionismo simile, sperando ovviamente anche in un concreto apprezzamento del titolo, esiste pure un catalogo (Portafoglio Storico) che si propone come guida illustrata del mondo dei certificati, offrendo inoltre le valutazioni del caso.
Indubbiamente la Scripofilia non è una forma di investimento alla portata di tutti, sia per le somme che occorre investire, sia perché in quanto collezionismo non assicura niente per il futuro (in Italia oltretutto il mercato è quasi assente), ma in ottica diversificazione ed in quest’epoca di scarsi rendimenti ogni nuova strada è apportatrice di sogni e di speranza.

di Sirio Belli

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