VITA DI COPPIA: IL LAVORO

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Problemi e dubbi nella coppia gay dovuti al lavoro

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Fonte di guadagno e di piacere, ma anche causa di stress e ansia, il lavoro è di certo uno delle aree più importanti nella vita di ogni individuo e, inevitabilmente, di ogni coppia. Può sembrare che i problemi lavorativi che le coppie devono affrontare siano universali, indipendentemente dal sesso dei membri della coppia: bilanciare le diverse attitudini e il diverso coinvolgimento rispetto al lavoro, decidere su eventuali trasferimenti o cambiamenti professionali, imparare a convivere con i differenti status socio-economici che le diverse professioni possono comportare tra i due partner. Tuttavia per la coppia gay queste istanze si presentano sotto un profilo un po’ diverso.

Cominciamo con l’esaminare il problema delle diverse attitudini rispetto al lavoro. La cosa fondamentale da capire è che per molti uomini la situazione professionale è strettamente legata all’autostima. Di conseguenza s’identificano nel loro lavoro, la loro vita professionale diventa lo specchio di quello che valgono, di quello di cui sono capaci. È chiaro che un uomo del genere sarà portato a lavorare molto intensamente, 10-12 ore al giorno, magari anche durante i fine settimana. La carriera sembra venire prima di tutto. Di conseguenza il partner, soprattutto se dal canto suo considera il lavoro come una mera fonte di reddito, cercando altrove la propria soddisfazione personale, può risentirsi di trovarsi spesso solo e sentirsi abbandonato. Può soprattutto pensare di essere l’unico membro della coppia a essere davvero interessato nella costruzione di una relazione a lungo termine, a causa dell’eccessivo attaccamento al lavoro del suo compagno. La cosa migliore per venire a patti con un atteggiamento così diverso è parlare a lungo insieme delle proprie aspettative, cercando l’un altro di chiarire che cosa sia veramente importante, che cosa vi tenga insieme. Stabilito che esiste una base comune di affetto e d’impegno perché la relazione vada avanti, sarà più facile esaminare tutte le istanze relative alle diverse attitudini rispetto al lavoro, chiedendosi onestamente cosa ci si aspetta dal proprio lavoro e se alcune scelte professionali possono avere un impatto negativo sulla serenità della coppia.

Un simile atteggiamento può essere la chiave risolutiva anche in tutti quei casi in cui a uno dei due partner venga offerta una promozione, che magari comporta un maggior numero di ore spese in ufficio o addirittura un trasferimento in un’altra città. In questi casi infatti bisogna decidere se ci si trasferisce insieme o piuttosto si preferisce fare i pendolari per un po’. Talvolta può essere necessario discutere a lungo prima di trovare l’accordo che fa per voi, per poi magari scoprire che questo trasferimento, che all’inizio tanto vi aveva spaventato, in fondo può essere una buona occasione per entrambi. È sempre importante che in questi casi si cerchi di esprimere le proprie ragioni in maniera assertiva, ma senza prevaricazioni. Se uno dei due sente di "subire" la decisione finale, prima o poi vorrà vendicarsene, a spese del rapporto. Cercate di ricordare che quasi sempre esiste una soluzione che può mediare le esigenze di entrambi.

Infine, c’è un tarlo sotterraneo che attenta alla felicità di molte coppie gay: la spinta competitiva. Questo è un tipo di trappola psicologica da cui sono affette soprattutto le relazioni uomo-uomo. Gli uomini infatti, anche quelli gay, sono cresciuti incamerando una serie di regole dalla società. Prima fra tutte, che avrebbero dovuto primeggiare.

Il problema è che quando qualcuno arriva primo, l’altro arriva secondo. E questo in una relazione non è funzionale. Quest’istinto competitivo viene fuori nel caso di relazioni tra uomini con lavori molto diversi in termini di status socio-economico. Lungi dal godersi tutti i vantaggi di un compagno più ricco, meglio inserito professionalmente, il partner col lavoro meno gratificante può soffrire fortemente della situazione. È un tipo di stress molto profondo e talvolta difficilmente individuabile. Siamo talmente abituati all’istinto competitivo che possiamo avere difficoltà a riconoscerlo e ad accettarlo. Per di più può sembrare difficile parlare col partner delle proprie difficoltà di accettazione del suo successo. Si può avere il timore di essere scambiati per invidiosi. Non è così: quello di cui avete bisogno è un chiaro confronto col vostro partner. Può darsi che alcune sue osservazioni suo suoi successi professionali o sui vostri insuccessi vi abbiano ferito. Parlatene, fategli notare quanto vi facciano male. O può darsi che siate voi ipersensibili rispetto all’argomento, magari a causa di un istinto competitivo molto forte.

Insomma, cercate di capire che il successo di uno è in fondo il successo di entrambi e che se il vostro partner va così forte nel suo lavoro è anche merito vostro, della serenità che respira a casa. Parafrasando il detto popolare, ricordate che "dietro un grande uomo, c’è sempre un grande uomo".

di Antonio Zagari

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