E’ DI SCENA IL GLAM ROCK

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Dal Glam chic al Glam rock passando per John Richmond e Frankie Morello, transitando alle dovute fermate di Queen Vivienne Westwood, Roberto Cavalli e del genio francese Jean...

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Si ispira come d’abitudine al passato Vivienne Westwood e respira d’ottocento la sua collezione, non dimenticando lo stile gangster anni Sessanta. E la giacca è allungata oltre misura, ampio è l’uso di materiali damascati e sete preziose per completi da corte, originale lo sbuffo sul pantalone in denim. I gessati rinunciano all’imbottitura delle spalle e il giromanica è disposto a reverse. Questa è Vivienne.

Viaggiatore curioso è l’uomo di Roberto Cavalli, che mixa attingendo da una grande valigia di souvenir, i capi che ama indossare: fa scalo a Londra dove raccoglie stile e classicità e riparte per Rio con la sua valigia piena di colore. Ed ecco il bianco si fonde in miriadi di colori, gioco di mix tra tradizione e fantasia. Galles e pied-de-poule sono reinterpretati in modo grafico, righe sbavate si trasformano in macchie di colore o si cristallizzano in trasparenze di vetro fino a frantumarsi in mille schegge iridescenti.

Tadzio, il giovane adone dai boccoli d’oro simile ad un dio per amor del quale nella sua senescenza perde la ragione il luminare Aschenbach, è invece la fonte, nella versione cinematografica che di “Morte a Venezia” ha fatto Luchino Visconti, di Jean Paul Gaultier. E in passerella tanto marinaretto e poche scarpe. Anzi sfilano i modelli scalzi con ai piedi anelli, bracciali e accessoriati da qualche vezzoso foulard.

E’ poi la volta del glam-rock: il couture slacker (perdigiorno della moda) di Richmond, ricco, di successo veste in maniera trasandata, non curandosi troppo di ciò che indossa ma personalizzando il suo look con particolari glamour. Nel suo guardaroba capi con lustrini, stampe di collage fotografici, stemmi di colleges e camicie “vintage” sopra t-shirt da football: e ancora capi invecchiati e personalizzati con stampe “moto” e naturalmente giacche di pelle. Gli eleganti tagli sartoriali sono da lui abbinati a semplici capi in jersey e pelle con maglie in lurex.

Catturato da una cable tv che trasmette solo repliche, Frankie Morello rivive le passioni dei “Giorni Felici” di Arthur Fonzarelli. I capispalla corti, dalle linee semplici, con bordi in passamaneria e le piccole trecce in contrasto, sembrano usciti dal set di “Peyton Place”. Le scritte delle bande di quartiere sulle cinture di cuoio colorato occhieggiano a West Side Story. E per finire un doveroso omaggio a James Dean, icona per eccellenza di quegli anni: t-shirt asciutta, appena discostata dal corpo, è sempre corta dietro per permettere anche di intravedere portafogli legati al pantalone da catene luccicanti: perfetta estensione protective per uno spiritoso biker boy.

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