FAMOLO STRANO…

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Se volete farvi notare anche quando andate in automobile, scegliete uno di questi modelli: la mini-citycar che va ad energia solare, la cabrio con portiere a farfalla o...

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Originali a tutti i costi? Forse. Ma se si vuole rompere le noiose regole dello stile bisogna osare. E i designer delle case automobilistiche osano assai, escogitando modelli che magari non andranno mai in produzione, ma che comunque danno un’idea di quello che potrebbero diventare le moto e le auto del futuro se solo riuscissimo a liberarci di abitudini desuete.

In fin dei conti non si può dire che questi prototipi siano brutti, per quanto decisamente insoliti. Date un’occhiata a quella simpatica scatolina che la piccola casa francese Venturi ha battezzato con il nome di “Eclectic“: a metà tra una Smart e un risciò, questo “veicolo urbano elettro-solare a tre posti” è in grado di muoversi in maniera autosufficiente, cioè senza dover mai fermarsi al distributore di benzina. A muoverla ci pensa infatti un motore elettrico alimentato da batterie di ultima generazione, che a loro volta si ricaricano grazie alle cellule fotovoltaiche sistemate sopra il tetto. Così anche quando sta ferma, la “Eclectic” si ricarica, accumulando una quantità di energia sufficiente a percorrere circa 7 km. E se non bastasse il sole, nelle giornate ventose si può fare ricorso anche alle turbine eoliche, da aggiungere come optional per caricare altra energia durante lo stazionamento: con questo meccanismo si garantisce una ulteriore autonomia di 15 km.

Se pensate di dovervi muovere di più, potete sempre ricaricare la batteria collegandola alla rete elettrica: in 5 ore accumulerete corrente sufficiente per percorrere 50 km alla velocità di 50 km orari. Certo, non imiterete Schumacher ma è anche vero che la “Eclectic” è pensata per gli spostamenti in città. Sembra, comunque, che questa genialata – sempre ammesso che funzioni – possa essere presto vista scorazzare nei vicoli dei nostri centri urbani: la Venturi ha intenzione di produrne 200 esemplari entro giugno 2007 da vendere al prezzo di 24.000 euro e di avviare una produzione su larga scala già dal 2009, con un prezzo che andrebbe intorno ai 15.000 euro. Una bella sommetta per una piccola da città, ma d’altra parte i possessori potranno vantarsi non solo di guidare un modello decisamente insolito, ma anche di avere un rispetto totale per l’ambiente.

Il mondo delle stranezze coinvolge anche le moto…

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Il mondo delle stranezze coinvolge anche le moto: ci ha pensato la Yamaha a proporre un modello ibrido e superaccessoriato chiamandolo “GEN-Ryu“. Il motore leggero e compatto da 600 cc è affiancato da una motrice elettrica che limita consumi e inquinamento. Ma la novità più grande è la quantità di accessori di cui è dotata e che la rende in tutto simile a una berlina di lusso: un sistema di avvertimento rileva la distanza del veicolo che precede, le luci sono studiate per ottimizzare la visione notturna, un particolare meccanismo è in grado di ridurre il rumore del vento mentre magari ascoltate musica con il player incorporato nel telefono vivavoce o parlate con il passeggero attraverso il sistema di comunicazione integrato. È persino possibile vedere visualizzata sul display LCD la vista posteriore grazie alla fotocamera integrata sotto il sedile. Eppure, nonostante tutti questi accessori che la rendono preziosa e desiderabile, la Yamaha GEN-Ryu offre la maneggevolezza di un motociclo con la capacità di carico e la comodità di uno scooter: il suo telaio ultraleggero in alluminio promette un ottimo equilibrio, grazie anche alle ruote grandi e larghe, il tutto per offrire performance simili a una automobile da 1000 cc.

Infine al Salone dell’Auto di Parigi è stato possibile ammirare un’altra stranezza ideata dalla Renault; è la “Nepta“, prototipo di cabriolet a quattro posti che, tanto per cambiare, non ha una propulsione ibrida. Monta infatti solo il motore a benzina da 3.5 l, ma è equipaggiata con un filtro antiparticolato che rende l’auto conforme alle norme Euro4 assicurando un buon risparmio sia in termini di consumi che di emissioni di CO2.

Ma la cosa più interessante della “Nepta” è la sua linea caratterizzata dalle portiere a farfalla motorizzate e dotate di un sistema di rilevazione degli ostacoli e di un dispositivo di protezione delle dita. Aprendosi, le porte rivelano sia gli interni sia il vano motore, sistemato come in uno scrigno. E la linea delle portiere riprende l’andamento curvilineo di tutta la vettura che si concentra poi nel frontale aggressivo, caratterizzato dai gruppi ottici composti da tre elementi (luci diurne, abbaglianti/ anabbaglianti, luci per l’illuminazione in curva), che funzionano grazie a diodi elettroluminescenti. Da notare anche gli interni realizzati con un design all’avanguardia che rendono l’abitacolo particolarmente accogliente: il parabrezza si prolunga in alveoli che lasciano intravedere, in trasparenza, la pedaliera, conferendo una grande leggerezza al posto di guida.

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