I Saloni del Mobile, arriva la fiera kolossal

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Dal 22 al 27 aprile, alla Fiera Milano di Rho, si svolgeranno 'I Saloni 2009', evento globale di arredamento e design. Verrà inaugurata un'installazione di Ceryth Wyn Evans,...

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Gli appassionati di design si segnino quest’importante evento fieristico che il quartiere Fiera Milano a Rho, in Strada Statale del Sempione 28, si appresta ad accogliere: dal 22 al 27 aprile si svolgeranno I Saloni 2009, manifestazione kolossal che comprenderà la 48esima edizione del Salone Internazionale del Mobile, la 23esima del Salone Internazionale del Complemento d’Arredo, la 25esima di Euroluce, ossia il Salone Internazionale dell’Illuminazione che spazia dal decorativo all’illuminotecnico, nonché la 12esima del SaloneSatellite dedicato alla creatività giovanile.

I numeri sfoderati dagli organizzatori, in controtendenza con la crisi globale, sono impressionanti: più di 200.000 mq netti espositivi, più di 2.700 aziende coinvolte (quasi 1500 solo per il Salone Internazionale del Mobile), quasi 500 in lista d’attesa. «Non possiamo che essere soddisfatti di questo primo risultato» afferma Carlo Guglielmi, il Presidente di Cosmit, l’ente fieristico organizzatore. «Ora speriamo di eguagliare i dati di afflusso degli operatori raggiunti nel 2007, ovvero l’anno corrispondente alla biennale Euroluce. Ma soprattutto mi auguro che per tutte quelle aziende che si sono impegnate a partecipare a questa edizione dei Saloni, con notevoli sacrifici, la manifestazione possa essere il migliore strumento di marketing offrendo ampia visibilità utile a trasmettere un segnale positivo in questo momento non facile. A febbraio abbiamo anche firmato un protocollo d’intesa col sindaco Letizia Moratti per promuovere e pianificare iniziative comuni connesse allo sviluppo del tema di Expo Milano 2015: per noi un riconoscimento importantissimo».

«L’offerta merceologica è sempre variegata» aggiunge Manlio Armellini, Amministratore delegato di Cosmit, «con le sue infinite proposte tra arredi, complementi d’arredo, prodotti per l’illuminazione e i prototipi dei giovani designer. Da un’iniziale e molto veloce panoramica su ciò che le 2.723 aziende, di cui 911 estere, andranno a presentare, si evince che la crisi non ha condotto a un processo di appiattimento dell’energia creativa, né tanto meno di omologazione, ma a due tipologie di reazione contrapposte: da un lato una maggiore concretezza e un rapporto più forte tra oggetto e prezzo, dall’altro ci si è rifugiati nel sogno e nell’eccezionalità».

Tra le iniziative collaterali, segnaliamo all’interno di Euroluce il Convegno Internazionale tra le Scuole Universitarie di Design, "Designing Designers", quest’anno dedicato appunto alla luce; la grande mostra Magnificenza e progetto – cinquecento anni di grandi mobili italiani a confronto allestita a Palazzo Reale dal 22 aprile al 21 giugno con concept di Cristina Acidini e Luigi Settembrini, incentrata sulla riscoperta delle origini del Made in Italy attraverso una carrellata di arredi moderni e antichi; l’installazione ispirata alla spettacolarità luminosa I=N=V=O=C=A=T=I=O=N (I call your image to mind), innovativa opera dell’artista concettuale gallese cinquantenne Cerith Wyn Evans, ex assistente di Derek Jarman, che sarà inaugurata il 22 aprile nel Giardino della Triennale.

Si tratta di una sorta di nuvola luminescente che sembra galleggiare nell’aria, composta da lunghi tubi al neon attorcigliati su se stessi. L’autore spiega così la sua genesi: «Le bruciate tracce di fonti luminose echeggiate come dei fantasmi nella memoria delle nostre tecnologie analogiche, recentemente rese antiche, sono la fonte e l’ispirazione di quest’opera. Sospeso a questa severa architettura storica, invoco numerevoli e innumerevoli eventi di luci, la traiettoria di un fuoco d’artificio, la scansione di un cellulare che cerca di immortalare la scia di un jet alto nel cielo alto. Saluto le lucciole, i loro sconcertanti modi caotici, fantastico sull’intreccio che le sottili forme di comunicazione insegnano e che noi non sappiamo cogliere, fallendo costantemente. Quali altre risorse, quali altre energie sono ancora non sfruttate e non dette? Chissà! È solo elettricità. Ancora ricerca sulla luce!».

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