IL MASCHIO E LA MODA

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Prima erano penne, piume e monili, e trucco sul viso. Poi più nulla. Ecco perché il maschio ha abbandonato parrucche, ciprie e stoffe decorate.

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Penne, piume e colori; collane, monili e stoffe decorate; parrucche e cipria. Non è passato molto tempo da quando il maschio si vestiva sontuosamente e si truccava in modo vistoso, non conosceva cravatte e giacche, e indossava più volentieri mantelli e gonne che pantaloni. Ancora oggi, nel mondo animale e nelle società tribali, è spesso il maschio che mostra un’esigenza di adornarsi maggiore di quella della femmina: esattamente l’opposto di quello che si è poi verificato man mano che ci si avvicina alla nostra epoca, con una lieve inversione di tendenza iniziata negli anni Sessanta con la cultura hippie. Nell’antica Grecia, in Egitto, a Roma, non c’erano differenze sostanziali fra moda maschile e femminile. Il Medioevo e il Rinascimento vedevano uomini con velluti, broccati, capelli lunghi e cappelli piumati. Tutti gli studiosi (psicologi, sociologi, antropologi) che si sono cimentati nella storia dell’abbigliamento maschile sono d’accordo nell’individuare, a un certo punto della nostra storia, un’inversione di tendenza che provocò il fenomeno della cosiddetta Grande Rinuncia Maschile. A coniare questo termine fu lo scienziato

dell’abbigliamento, tradotta in Italia solo nel 1982 dall’editore milanese Angeli. Flügel individua nella fine del Settecento il periodo in cui gli uomini hanno cominciato a ridurre l’elemento decorativo nel loro abbigliamento, rendendolo più sobrio e più austero. Le cause di questa rinuncia sembrerebbero di natura politica e sociale, in concomitanza con lo sconvolgimento provocato dalla Rivoluzione Francese, che voleva eliminare le distinzioni di classe e non poteva certo conciliare la sfarzosità dei vestiti, che invece le sottolineava, con lo slogan

Nel 1815 tuttavia si era diffusa in Inghilterra la figura del dandy, l’ozioso giovane ed elegante che prende dall’universo della moda femminile alcuni elementi del suo stile:

Siamo all’inizio degli anni Ottanta., e la moda si fa immagine: con il tramonto del casual, si inventa di tutto all’insegna del ‘look’, fino al provocatorio lancio della gonna da uomo da parte di Jean Paul Gaultier. Che il divieto sociale di cui parla Barthes perda consistenza? Non proprio: l’Azione di Riconquista del maschio è ancora in atto nel Duemila, e la moda ne mette in evidenza gli aspetti ludici, divertenti, esteriori. I passi successivi verranno giocati sul piano dei cambiamenti sociali ed economici: la tecnologia che avanza, il lavoro a casa, la parità uomo-donna , il concetto di famiglia che cambia, i ruoli sociali in continuo mutamento.

di Demetrio Fury

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