L’ANGELO CADUTO

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Chiude la casa di moda di Thierry Mugler, stilista insolito e originale, creatore di eccentrici abiti e affascinanti profumi, amatissimo dal pubblico gay.

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PARIGI – La casa di moda di Thierry Mugler, nota per il suo taglio sexy e le linee pret-a-porter innovative, chiuderà entro l’anno. Lo ha comunicato un rappresentante della compagnia la scorsa settimana.

«La decisione definitiva sarà presa dopo il 26 febbraio, quando i dirigenti incontreranno i rappresentanti dei lavoratori – ha riferito alla Associated Press, Perrine Houdoux, presidente della Thierry Mugler – Ci sono certe leggi e convenzioni in Francia per le quali quando si chiude o si eliminano comunque posti di lavoro, bisogna discuterne con i rappresentanti del personale. Bisogna procedere passo dopo passo».

Mugler, che si trovava a New York, non ha potuto essere contattato per un commento.

La casa di moda è amatissima da un gruppo di affezionati che la segue con costanza, molti dei quali appartenenti alla comunità omosessuale. La splendida collezione maschile disegnata da Jean-Luc Testu, di cui vedete alcune immagini in questa pagina, presentata lunedì 27 gennaio, potrebbe essere considerata l’ultima.

Thierry Mugler, nato nel 1948 a Strasburgo, era un ballerino dell’Opera di Rhin prima di cimentarsi con l’alta moda. Ha viaggiato in Europa, e lavorato con la compagnia francese Gudule prima di creare la sua prima collezione di pret-a-porter nel 1971.

Negli anni ’70, lanciò poi la sua moda maschile.

Mugler è conosciuto come uno stilista coraggioso, capace di creazioni vicine al costume teatrale, e che talvolta si spinge persino troppo oltre inventando design troppo audaci. I suoi show, veri e propri spettacoli teatrali, più che semplici sfilate, notoriamente cominciano sempre con grande ritardo, ma il suo pubblico gli perdona volentieri il vezzo. Da citare anche i suoi profumi, Angel e A.Men, che costituiscono il segno di riconoscimento di vere e proprie comunità di appassionati.

Nel 1997, la ditta di cosmetici Clarins divenne la maggior azionista di Mugler, ma i problemi finanziari non hanno cessato di affliggere l’azienda: «Ci sono state perdite ingenti e costanti dal 1997 – ha detto Houdoux – La decisione di delineare un progetto di chiusura è stata presa il 16 gennaio scorso. Ora dobbiamo incontrare il personale».

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