PER GUARDARTI MEGLIO

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Irrimediabilmente out le lenti a contatto. Sono di gran moda gli occhiali: chi se li mette finti, chi ne ha davvero bisogno. Ecco le novità update. Con microtelecamerera...

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Chi sta lacrimando sulle lenti a contatto si consoli. Dopo un paio d’anni di purgatorio ritorna l’occhiale sul naso. Si possono momentaneamente lasciare a casa quei bidoni di sostanza sospetta dal nome ambiguo: il liquido. Nessuno ne sa la reale composizione e gli ottici ci costruiscono sopra delle fortune. Comunque, meglio non indagare.

Per il momento riteniamoci anche salvi da quella bidonata delle lenti a contatto colorate. E’ inutile sperare nell’effetto “sguardo di ghiaccio” tipo Di Caprio – finanziere al confine svizzero. Dal vivo l’effetto sarà al massimo quello “disadattato sociale con tracce di plutonio radioattivo”.

Infatti queste lenti rendono al meglio dal morto, cioè nei servizi fotografici e sotto i riflettori televisivi.

Comunque se siete fra quei miracolati che ci vanno pure a letto con le lenti perché non le sentono neanche (salvo poi farsi tre giorni al buio per la congiuntivite), non siete di moda, ma siete fortunati. Buona visione.

Gli occhiali, si sa, fanno tanto persona interessante. Andrea Pezzi si mette gli occhiali finti, Maurizio Costanzo si fa rimbalzare sul buzzino la preziosa montatura Cartier da presbite. Poi ci sono quelli che leggono le rassegne stampa nei telegiornali, che, civettuoli, se li mettono, se li levano, se li mettono, se li levano….si decidessero!

Lenti davanti alle telecamere. Ma le telecamere potranno stare anche dietro le lenti: infatti sappiate che, da oggi, il Grande Fratello lo potete fare voi, con i nuovi Miklivision, del francese Alain Mikli. Un modello dalla linea sportiva con telecamera incorporata e kit per riversare la pellicola. Un vero e proprio terzo occhio da spia, per l’archivio segreto dell’inguaribile guardone. Prezzo oltre il milione.

E se non vi interessano i media ma l’anatomia umana, Mikli ha ingaggiato il disegnatore d’oro Philip Starck per un rivoluzionario prodotto. Il brillante artista svizzero, che già ci aveva stupito con i cavatappi che diventano stuzzicadenti, le tende che diventano poltrone, le calze che diventano vestito, gli scopini per il water che diventano spazzole, adesso propone la clavicola umana che diventa occhiale. Non è uno scherzo, ma il concetto di “biovisione” pensato da Starck. Al posto della cerniera nella montatura si pone una articolazione biomeccanica, simile ad una microclavicola umana.

Per le persone normali, invece, l’ultima tendenza è diminuire la differenza fra lenti da vista e da sole, modificando l’intensità delle seconde. Si segue ormai la via indicata nelle passate stagioni da Ray Ban. Lenti da sole chiare utilizzabili al meglio anche per la correzione visiva. Magari nei colori celeste, rosa e marrone, che permettono visibilità sia all’interno, che sotto il sole.

E’ questa la scelta di Alexander McQueen, al suo primo anno sul mercato italiano con la linea glasses. Ispirazione di carattere militare, colori mimetici e kaki, ma soprattutto non più separazione fra lenti da vista e da sole, ma una trasparenza totale da attenuarsi fino al 30/40%. Il tutto su montature ultraleggere per forme oblunghe, forse ispirate dal bel volto paciocco del giovane stilista inglese.

In tono minore Tom Ford per Gucci. A parte l’onnipresente G del marchio, ripetuta in modo ossessivo, non si va più in là di un banale unisex e di un combinato metallo – acetato dai colori grigio, verde e rosa. Per inguaribili fashion victims.

Decisamente pastose le forme della collezione Dolce & Gabbana. I colori sono come al solito mediterranei: blu, prugna e bronzo in leggerissimo titanio con lente a mascherina o a goccia per professionisti seri, tipo American Psyco (a proposito, sta per uscire il film).

Più intriganti le forme in acetato, ampie e avvolgenti, eleganti, ma facilmente portabili, in colorazioni neutre o elettriche, per l’eccentrico di buon gusto.

di Paola Faggioli

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