QUATTRO PASSI, MA FASHION

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A ognuno la sua scarpa. Street style o tex mex, con uno sguardo agli anni Ottanta, facciamo quattro passi nell"ultima moda. E insieme ai neri anfibi si rivedono...

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L"inverno si avvicina a grandi falcate, quindi è maglio preparasi a sostenere il suo passo.

Si sa la scarpa è oggetto fetish per antonomasia, Sofia Loren ne ha duecento paia, Gabriele D"Annunzio se le faceva fare su misura, pure con fallo allegorico, Blasetti non si separava mai né dall"accento livornese, né dai suoi splendidi, quanto inutili stivali da cavallerizzo.

Tutto ciò perché la scarpa è importante assolutamente quanto l"abito, se non di più. Una giacca con due schizzi di vernice e una camicia dal collo liso possono anche conferire un bella aura bohèmienne, ma un paio di mocassini scalcagnati fanno venir voglia di elemosina e basta.

Dicevamo dei passi: a giudicare dalla tendenza dovranno essere un bel po" dinoccolati, vista la prepotente invasione delle calzature ginniche ad ogni livello. Merito anche delle case produttrici che da circa un decennio si sono date da fare per nobilitare l"immagine della calzatura sportiva con lo studio di nuovi materiali, ma soprattutto di nuove forme e colori, perfetti anche per l"abbigliamento casual e persino per l"elegante eccentrico. Già in estate c"erano state le Prada – victims, spinte dallo stesso vento che gonfiava le vele di Luna Rossa. Quindi, per l"inverno, ecco le ennesime nuove Nike, le Air Presto, con taglie da abbigliamento, dalla XXS alla XL, e con vestibilità vicina a quella di una calza. Per i patiti dei fumetti e della tecnologia Converse ha creato un modello "con performance all"elio". Servono a zompare in qua e in là con disinvoltura perché con l"elio si rimbalza che è una bellezza.

Per i non passionisti dello street – style, ma amanti comunque della camminata comoda la pubblicità ci insegna che si può essere fichissimi pur camminando in una scarpa anatomica. Kevin Costner, infatti, invita tutti a camminare con lui nelle Valleverde. L"estetica, pur con qualche pretesa, è ai minimi termini, ma il plantare è perfetto. Sempre per gli inguaribili comodoni ci sono i sabot da inverno di Birkenstock, in pelle o in peltro, da indossare con calzino (lungo) di lana, modello nonna e pantaloncioni oversize.

La moda tex – mex, inaugurata dalla Madonna Ciccone, per fortuna non dilagante, irrigidisce la camminata in stivali simil cowboy dal manto pitone orribilis. Pappone style, meglio lasciar perdere, se si può. Anche se sono le uniche scarpe con le quali si può andare oltre il centimetro e mezzo di tacco. Spiacenti le zeppone non vanno più, ma se siete affezionati a quei quattro centimetri che separano la terra dall"essere splendidi, fatevi fare un aiutino incorporato alla suola interna, o rassegnatevi, anche Keanu Reeves non è un marcantonio.

Sempre sullo scomodo, ma più "giusti" gli anfibi, quest"anno solo neri. Dai classici Dr. Martens a quelli più eleganti di Costume National o Comme des Garconnes.

Per la serie "guarda un po" chi si rivede" riappaiono le vecchie Timberland da paninaro. Proprio loro, le nabuk chiare con il rinforzo alla caviglia nero, non più da abbinare al piumino da omino Michelein, ma con i giacconi casual, magari di Stone Island.

Il vecchio stile, comunque, non muore mai e le inconfondibili Church sono sempre una sicurezza, oltre che un investimento. La polacchina classica poco cambia, a parte una predilezione per il nero ed un allungarsi e assottigliarsi delle punte. A proposito delle punte assassine, è vero, sono belle e, a volte, anche eleganti, ma se avete un numero da giocatore di basket evitatele, per pietà.

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di Paola Faggioli

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