VESTITI, UOMO. MA CHE SIA OTTANTA

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Cosa mettere, dove comprare, ma soprattutto che sia Eighties. Ecco l'identikit della nuova moda, da sfruttare adesso prima che scompaia in un batter di tacchi. Naturalmente texani.

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Cosa mettere, dove comprare ma soprattutto che sia ottanta.

Gli imperativi della moda per l’inverno 2000/2001 sono lapidari e ingombranti come un monumento militare ad una guerra persa in partenza. Gigolò texani ma bon ton, rappers nel ghetto però esclusivamente ariani, militaretti in cashmere però anoressici, intellettuali concettuali però col visone al collo: gli anni ’50 si mischiano agli ’80 come i cavoli a merenda però serviti in un ristorante di lusso. In technicolor, naturalmente.

La mappa delle tendenze è una strada tortuosa disseminata dalle briciole di un Pollicino particolare: un tipo scorbutico che è figlio di un petroliere texano, ha una madre sempre in lamè e maniche di pipistrello come in Dinasty (o come nelle pubblicità di Versace, se preferite), ha studiato nei college inglesi degli anni ’50, ha avuto una tarda adolescenza punk-dark all’inizio degli anni ’80 per poi darsi all’e-commerce e al sushi sul finire del millennio.

E’ animalista ma adora i collari di lupo.

E’ understatement ma non può fare a meno di borchie e paillettes.

E’ rivoluzionario ma nessuno gli tolga il cappello da cowboy ingioiellato.

Ha diversi nomi, compra nei soliti negozi o in introvabili vintage, non fa mai la fila all’ingresso delle discoteche e , soprattutto, avrà una vita molto ma molto corta.

Giusto il tempo della prossima primavera-estate, of course.

Se Ottanta mi dà tanto…Eccoli, chi si rivede, i fabulous eighties bistrattati, tangentati, cafoni e irriverenti sono tornati.

Per loro è sempre prime time, tempo di prima serata: spalline rigonfiate, pantaloni di pelle a coulisse, stivaletti ammazza caviglie, reverres impazziti su giacche oversize, camicie senza maniche e maniche senza camicie.

Ecco l’identikit.

Capello da mohicano ( lungo sopra, corto ai lati e code scalate sulla nuca), cappello da texano, cintura di strass o di borchie ma sarebbe meglio tutte e due, scarpe a punta o stivali mozzati: per lui ciò che conta sono i dettagli, nella sua piccola e inconscia rivoluzione copernicana gli abiti completano gli accessori, non il contrario. Per lui Britney Spears è la figlia di Samantha Fox, il Grande Fratello un seguito sbiadito di Saranno Famosi e una foto di Linda Evans che, in abito da sera, si arrampica su di una roccia gettando indietro uno sguardo terrorizzato, riassume alla perfezione la sua idea estetica ed estatica. I pantaloni sono di jeans: meglio in denim scurissimo ma va bene anche stinto solo se operato, impallettato, borchiato, strappato, scucito o con tagli a vivo. Attenzione alla carnagione che dev’essere pallidissima e quindi niente lampade: di scuro ci dev’essere soltanto il broncio da duro.

Morte al techno-futuribile, alle new balance, allo sportswear sulla luna rossa e a tutto ciò che ricorda il minimalismo chic degli anni ’90.

Persino le sneakers portate con il pantalone elegante sono demodè: meglio optare per un mocassino profilato bicolore o a punta con francesina, sia vintage o griffato poco importa.

Completi giacca-pantalone sovrastrutturati o fascianti ma con stampa geometrica all-over un po’ Pucci un po’ psichedelico; giubbini, borse e scarpe da booling come negli anni ’50. Rispolverate le T-shirt da concerti dei gruppi metallari però tempestatele di strass. Via tutti i braccialetti della fortuna, amuletini etnici o simboli tribali dai vari Marocco e Messico e guai alle sete cotte e stinte dell’India: meglio collari in vernice con borchie, cinture di strass o l’intramontabile oro con foggia a catena per inaugurare una nuova golden age.

Ma soprattutto pelliccia.

Lunga, corta, nuova o vecchia, della mamma, della nonna o della zia Maria poco importa. Meglio a stola legata da un nastrino oppure lunghissima fermata da cinturone con anelli. E rigorosamente vera.

E se proprio ci tenete a rispondere a chi vi guarderà sbigottito, disgustato o ammirato, rispondete scandendo la seguente frase anche con accento spanglish ma senza i sottotitoli: "Elegance? It’s not a matter of what you wear".

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