10 cose che mi commuovono di Sia, la popstar che odia la fama

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Dalle tragedie del passato all'amore per gli animali, passando per la voce e il rifiuto della fama.

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Sia Kate Isobelle Furler, nota ai più semplicemente come Sia, è a mio parere la miglior cantautrice pop in circolazione. Ciò che la rende riconoscibile, ovvero proprio il fatto di non volersi far riconoscere – attraverso le grandi parrucche e gli strategici copricapo – è però, in realtà, solo la punta dell’iceberg della sua incantevole personalità artistica. Ecco dieci cose che, a detta di chi scrive, la rendono il genio creativo del pop più emozionante di questi anni.

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La voce

La voce di Sia è speciale, inconfondibile: in particolare colpiscono e si fanno ricordare il suo groove, ovvero l’accentuato senso del ritmo e poi soprattutto il suo spezzarsi nelle note più alte – un po’ come la voce in mutazione di un’adolescente. Se la ritmicità è uno strumento perfetto al servizio dei momenti più pop della sua produzione, le crepe dei suoi acuti sono la cifra che rende grandemente emotive le sue aperture melodiche.

La scrittura

Sia ha un talento più unico che raro nella scrittura di testi e melodie. Ha scritto e scrive in modo impetuoso, sovrabbondante, sia per se stessa che per colleghi e colleghe più o meno famosi. E quasi sempre il risultato sono delle hit. Della sua scrittura colpisce la fusione tra leggerezza e emotività: spesso le sue canzoni attraversano, a livello di testi, temi e atmosfere intensissime ma all’interno di strutture melodiche, armoniche e ritmiche super incisive e originali. A tratti molti suoi pezzi sembrano filastrocche malinconiche, per non dire strazianti, senza però perdere la capacità di intrattenere (e far ballare).

L’empatia

Sia ha lavorato moltissimo per altri artisti, mettendo la sua capacità di scrittura al servizio degli altri, soprattutto delle colleghe. Così sono nati pezzi come Diamonds (Rihanna), Pretty Hurts (Beyoncé), Perfume (Britney Spears) – singoli memorabili, che hanno conquistato l’orecchio e il cuore di orde di fan. L’ultimo suo album, This is actingraccoglie tutti brani scritti originariamente per altre popstar e proprio di questi brani stupisce la capacità poliedrica di Sia di mettersi nei panni (e nelle corde vocali) delle altre (come dice lo stesso titolo del disco). Per farsi un’idea si può ad esempio ascoltare un pezzo come Move your body, scritto originariamente per Shakira.

Il dolore

Sia ha avuto un passato costellato di momenti difficili: la prima parte della sua carriera è stata interrotta dai tumulti emotivi provocati dalla morte del fidanzato (investito nel 1997 da un taxi a Londra) e dai relativi problemi emotivi di gestione del lutto. La cantante ha sofferto di depressione e attacchi di panico ed è arrivata molto vicina a togliersi la vita, giungendo addirittura a scrivere una lettera d’addio. Il suo periodo nero è anche legato alla malattia di Graves, una patologia autoimmune che le è stata diagnosticata qualche anno fa, caratterizzata da una tiroide iperattiva, che causa debolezza, palpitazioni, irritabilità e letargia. Sia ha dichiarato di esserne affetta nel 2010, dopo aver cancellato una serie di concerti e apparizioni.

Gli eccessi

Come si capisce chiaramente dalla bellissima Chandelier, Sia in passato, anche a causa dei tragici eventi vissuti, ha avuto un periodo di dipendenza dall’alcol, dagli antidolorifici e dalle droghe. In particolare dopo la morte del fidanzato, come lei stessa ha raccontato in riferimento al suo gruppo di amici: “Eravamo tutti devastati, e così ci facevamo di droga e alcool, cosa che è durata ben sei anni per me”. Come lei stessa ha detto più volte, anche la gestione di quel po’ di visibilità ottenuta dalla prima parte della sua carriera come cantante ha contribuito ad affaticarla dal punto di vista psicologico, portandola a vivere stati d’animo dai quali cercavi di liberarsi attraverso l’abuso di sostanze.

La sensibilità LGBT

Sia è bisessuale, sua fidanzata storica è stata la musicista e JD Samson. Al momento invece è sposata con il documentarista Erik Anders Lang. A proposito della sua sessualità, anni fa ha dichiarato: “Prima che diventassi famosa dicevo sempre che sarei uscita con ragazzi, ragazze e qualsiasi cosa in mezzo. Non mi interessa di che sesso si è, conta la persona. Sono sempre stata… be’, flessibile, direi. Ha preso spesso parte a eventi e manifestazioni a sostegno della causa LGBT e il suo ultimo video per il brano The Greatest è un emozionante ricordo delle 49 vittime della strage di Orlando.

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I tatuaggi

Anche nei suoi (molti) tatuaggi Sia conferma la sua originalità. La cantante ha infatti le braccia cosparse di inconsueti disegni che ricordano un po’ gli scarabocchi che un bambino si potrebbe fare a scuola. Si tratta perlopiù di animaletti stilizzati, ma anche piccole scritte, come quelle che ha sul dorso delle mani (don’t think e whatever dude), che sembrano un modo per ricordare a se stessa di farsi scivolare le cose addosso.

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