AMOREMATICO MAGARI GAYO

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Subsonica: intervista esclusiva per Gay.it a Samuel leader vocale del gruppo. Nel nuovo disco una storia lesbica e i racconti di Tondelli. Ecco le prossime date del tour.

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Dopo cinque anni densi di successi, i Subsonica approdano al loro terzo lavoro discografico che in poche settimane ha raggiunto la vetta delle classifiche italiane. Escono su etichetta indipendente, hanno una loro sala di registrazione, Casasonica, che gli permette di mantenere contenuti i prezzi dei loro dischi e dei loro concerti.

Il nuovo disco ci racconta momenti intimi, di realtà vissuta, talvolta anche crudamente, e ancora una volta è vicino ai nuovi linguaggi giovanili. Ritmi house e tanto sentimento, voglia di divertirsi, di forti emozioni, ma con il bisogno capirsi e ritrovarsi. Un disco, figlio di un periodo di forte inquietudine storica, che sembra nascere dallo scontro tra "sentimenti sparpagliati e sequenze meccaniche" tra "canzoni d’autore e musiche per video giochi" tra "rotte satellitari e inquietudini sospese". Molto stimati e seguiti anche dal pubblico gay, i Subsonica affrontano anche il tema di un amore lesbico e si ispirano ai racconti di Pier Vittorio Tondelli.

Incontriamo Samuel, il cantante, che ha anche recentemente partecipato al progetto Motel Connection le cui musiche hanno fatto da colonna sonora ad uno degli ultimi film che ha visto Stefano Accorsi come protagonista.

Ciao Samuel. Parliamo di questo nuovo lavoro, AMOREMATICO. Un titolo che fa un po’ pensare alle chat, al sesso virtuale oggi molto diffuso. Secondo te è sintomo di paura di incontrarsi di persona o del disperato bisogno di trovare qualcuno? Sei un frequentatore delle chat?

È vero, è un modo per incontrarsi ma anche per non incontrarsi, è un nascondiglio perché a volte quando hai la possibilità di dialogare, di entrare in contatto – io tra l’altro ho provato a chattare, ad entrare in contatto con persone via chat anche sul nostro sito che ci serve per mantenere un rapporto abbastanza stretto con le persone che ci seguono – poi ti rendi conto che, comunque, in un certo senso, è mettere subito in mostra una parte molto intima di te senza aver paura di farlo, però dall’altro lato un po’ ti schiavizza perché più vai avanti e più hai paura di mostrarti con i tuoi difetti, nel tuo vero modo. Inizialmente ho provato un enorme piacere nell’attaccarmi al computer e parlare in maniera molto aperta con persone che non avevo mai visto però poi in realtà ti viene la frustrazione, nel senso che finisce li, non va oltre. Così ho un po’ tagliato i ponti con questo tipo di cose, anche se rispondo a tutte le mail che mi mandano e tento di essere il più possibile, come dire, presente all’interno del sito. Sono una persona molto socievole e molto legato al rapporto fisico con la gente, è la cosa che alla fine arricchisce di più.

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