BELLEZZA E CRUDELTA’

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Il nuovo album dei Soft Cell prova che l'età è una variabile indifferente per produrre pop di valore, perfettamente attuale, eppure inquieto. Marc Almond icona gay assoluta.

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E’ uscito "Cruelty Without Beauty", il nuovo album dei Soft Cell, subito seguito da un ricovero in ospedale per ernia di Marc Almond (non piangete, è già perfettamente ristabilito).

Disco eccellente per musica e nei contenuti, prova che l’età è una variabile indifferente per produrre pop di valore, perfettamente attuale, eppure inquieto. Del resto, è sempre stato così: ascoltando i "molto avanti" pezzi classici dei Soft Cell – se non fosse per la qualità della registrazione – si ha spesso la sensazione che il tempo non sia passato.

E dopo anni di carriere soliste, il duo che ha praticamente inventato l’electro pop torna insieme. Dave Ball oggi è uno splendido orso (che voglia di baciarlo!, peccato che sia etero) e consegna – come ci si aspetta – suoni eleganti e impeccabili… Marc è ormai un’icona assoluta, in possesso delle facoltà vocali come non mai. In alcuni momenti ("Last Chance"), fa male al cuore.

Il primo singolo dall’album è stato "Monoculture" ed il sito di Marc (www.marcalmond.co.uk) ci tiene a precisare: non perché sia il più commerciale ma perché è il più politico. Contro la globalizzazione delle merci e quella dei sentimenti. Tutti portamo mutandine uguali, andiamo nella stessa dark o sbattiamo contro lo stesso muro. "Una sensazione disco ripetitiva, testi al minimo, globalizzazione, perdita d’identità, cultura da fast food, musica artificiale e quanta parte della società viva di assoluta mediocrità. Cosa c’entro io? Devo mollare tutto?" La riflessione intensa degli anni ’80 (e prima dei ’70) arriva con l’onda lunga fino a noi.

Nel videoclip Marc fa la parte del cameriere nella catena di hamburger restaurant che conoscete benissimo.

Altri pezzi degni di nota? "Darker times" con cui il disco parte: perché spesso l’unica cosa che possiamo fare mentre il mondo va a pezzi è ballare. Torna in mente "DJ Culture" dei Pet Shop Boys, senza più speranza nonostante il caldo senso di melodramma aggiunto da Marc.

"Le Grand Guignol" -scritta da Ball- parla del degrado TV come celebrazione della deficienza collettiva, fino al penoso spettacolo di chi, per 5 minuti di gloria (chiamiamola così) e un compenso minimo, mette in scena i propri casi privati di fronte alle telecamere (e in quanto a toccare il fondo con la TV in Italia non prendiamo lezioni da nessuno!)

"Whatever It Takes": ohi, tutte le droghe ingerite e gli esperimenti esistenziali fatti, in un impietoso e ironico esame di sé, nel mezzo del cammin di nostra vita.

"Last Chance" è una toccante canzone d’amore che Marc dice potrebbe essere il preludio in quanto a trama e situazione a "Say Hello Wave Goodbye".

Insomma un eccelente ritorno dei nostri due e -se siete interessati al genere- è uscito in DVD la registrazione dell’energico concerto di Milano, qualche mese fa. A dimostrazione di quanto la soffice cellula ami la gente italiana libera di testa, costretta a vivere in questo luna park che circonda il Vaticano.

Tre date italiane sono state annunciate per il tour di "Cuelty Without Beauty" 17 Febbraio – Rolling Stone, Milano / 19 Febbraio – Vox, Nonantola / 20 Febbraio – Hiroshima, Torino

E per la serie "usiamo i lati positivi del progresso", dal sito di Marc avete la possibilità di domandare via web ai due tutto quello che vi pare http://www.marcalmond.co.uk/bar/asksc.htm

di Paolo Rumi

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