Boy George in Italia: “Sempre votato a sinistra”

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Il cantante icona degli anni '80, ospite a un incontro del festival 'Collisioni' nel cuneese, ha sedotto il pubblico con un ipnotico dj-set. "Ci siamo rincontrati coi Culture...

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Sembra davvero in pace con sé stesso, Boy George, splendido cinquantunenne ospite ieri sera della quarta edizione del festival langarolo di Collisioni a Barolo, incantevole scrigno cuneese del blasonato ‘re dei vini’. Una stimolante manifestazione dal respiro internazionale che fa dialogare letteratura, musica, cinema ma non solo, diretta dall’illuminato Filippo Taricco e letteralmente esplosa quest’anno grazie a nomi top quali Patty Smith e Bob Dylan che si esibirà stasera (seimila biglietti esauriti da mesi), in grado di catalizzare in tre giorni già cinquantamila persone.

Un’indiscussa icona degli anni ’80, l’anglo-irlandese George O’Dowd in arte Boy George, antesignano con Pete Burns dei Dead or Alive di quella nascente gender wave che avrebbe segnato l’immaginario pop all’insegna di un’ammiccante ambiguità sessuale, rinato recentemente come affermato dj tech-house dopo varie traversie giudiziarie (due anni fa la rivista DJ Magazine lo ha inserito all’80esimo posto tra i cento migliori dj del mondo).

Nel salotto pop-retrò sotto il tendone allestito nella Piazza Blu di Barolo, l’ex leader dei Culture Club, prima dell’ipnotico dj-set, si presenta con un elegante cappello color carta da zucchero ("Non chiedetemi dove l’ho preso!") e trucco in tinta curato dalla sua make-up artist personale, Christine, che saluta tra il pubblico: "È come mia moglie! Mi vede nel meglio e nel peggio" scherza Boy George. "Per un dj set in Thailandia, due anni fa – continua l’artista – c’era un caldo infernale e mi ero truccato così male che sembrava mi avessero picchiato! Dopo quel viaggio voglio solo lei". Appare sereno e rilassato. La giornalista de La Stampa Marinella Venegoni lo accoglie su un divano a forma di immense labbra carnose: "Conosce il vino Barolo che invecchiando migliora? Si sente un po’ Barolo anche lei?"

"Ho bevuto un po’ troppo nella mia vita, questo è il mio periodo di quaresima – risponde pacato Boy George – È da quattro anni e quattro mesi che non bevo, non posso. Ma voi divertitevi! Alcuni dicono che invecchiando diventi sempre più saggio ma non è una progressione naturale delle cose, credo che sia piuttosto una scelta. E io ho scelto di essere più saggio. La mia vita è stato un viaggio abbastanza rock’n’roll, anzi più ‘frog’n’roll’, ho avuto da fare qui e là. Ma adesso mi sono dato una calmata, sono più sobrio del solito, mi è più facile e congeniale imparare nuove cose, l’Italia mi ha trattato benissimo, grazie a tutti! Mi trovo in una situazione molto migliore rispetto al passato ma ci vuole una vita per stare bene. Se mi riguardassi indietro di cinque anni, ora sto molto meglio".

Sulla possibilità concreta di un ritorno dei Culture Club al completo è ottimista: "È una situazione piuttosto sui generis. Ci siamo rincontrati e ci rivedremo alla fine di agosto. Potrebbe essere un’opportunità visto che avevamo chiuso con la band in un modo piuttosto negativo. Non so se eravamo ‘new romantic’, quella definizione è stata creata dai media". Sul filo della memoria, Boy George ricorda: "La prima volta che ho visto David Bowie in Ziggy Stardust avevo undici anni, è stato l’inizio delle mie avventure stravaganti. Eravamo un gruppo di ragazzini che nei club cercava di imitarlo in tutti i modi possibili. Mi sono reso conto allora di non essere l’unico eccentrico della compagna. Ero amico di Leigh Bowery, un’opera d’arte vivente. Se guardiamo le fotografie, i suoi progetti, era davvero affascinante. A Londra se eri abbastanza creativo potevi crearti una vita in base alla tua creatività, era bellissimo. È difficile parlare di Leigh senza veder lui e ciò che ha fatto, va al di là di qualsiasi immaginazione".

"La politica? Mi interessa molto ma non penso di poter cambiare qualcosa. Voto sempre a sinistra, arrivo da una famiglia che ha sempre lavorato, penso che se voti a destra non hai una grande coscienza sociale. Non ho mai incontrato nessuno di destra che mi piacesse! Le cose che dividono la gente sono la politica e il cibo".

(Foto di Alberto Grasso)

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