DISCO DIVE DE LUXE

di

Succulente riedizioni di due mitici album di Donna Summer e Diana Ross, da ascoltare adesso come mai prima, remixati e con tracce addizionali per collezionisti.

CONDIVIDI
0 Condivisioni Facebook Twitter Google WhatsApp
0

Clicca mi piace per non perdere nemmeno una notizia.


Universal Music prosegue nella sua interessante politica di riproposta di album di artisti famosi in edizione De Luxe, ovvero doppio CD contenente l’originale più un secondo disco con versioni alternative dei brani o chicche inedite per collezionisti. Da qualche settimana sono disponibili due album usciti a cavallo degli anni ’70 e ’80, due gioielli dance ancora oggi tutti da ascoltare con piacere.

Bad girls” (Mercury-Universal) uscì come doppio album in vinile nel 1979 per l’etichetta Casablanca Records. Donna Summer era esplosa due anni prima con l’ipnotico I feel love ma certamente Bad Girls costituì il vertice della sua produzione discografica. Seduti dietro il bancone del mixer c’erano Giorgio Moroder e Pete Bellotte, con la cantante coautrice di molti dei brani e proposta in modo dissacratorio e divertente in copertina, in attesa di clienti sotto il classico lampione.

L’album parla chiaramente di sesso sin dalla sua esplosiva apertura con Hot stuff, brano che ha avuto una seconda giovinezza pochi anni fa grazie alla colonna sonora del film “Full Monty”. Subito dopo, senza soluzione di continuità, arrivano i fischietti del brano che dà il titolo all’intero album e poi a ancora tutti gli altri brani, tra i quali citiamo almeno Journey to the centre of the heart e Walk away.

La grande abilità tecnica del duo Moroder/Bellotte si combina perfettamente con i trascinanti arrangiamenti di Harold Faltermeyer (“Top gun”) che uniscono i canoni disco con influenze pop, rhythm and blues e persino qualche tocco country. Nel vinile la terza facciata era dedicati a brani lenti, tra cui On my honour e There will always be a you. A 24 anni di distanza ritroviamo su un solo CD l’intero doppio album, opportunamente rimasterizzato, ma questa riedizione contiene anche un secondo CD con materiale aggiuntivo assolutamente imperdibile per tutti coloro che ancora apprezzano muovere le gambe alle note di questa euro dance d’annata combinata ad una bellissima voce nera d’America. Bad girls viene proposta sia nella versione provvisoria della Demo version, sia nella impedibile versione estesa 12″ version (i cosiddetti Disco Mix del tempo, usati dai DJ) inedita su CD. Versioni estese anche per Walk away, Dim all the lights e Hot stuff, quest’ultima con lo splendido assolo rock di chitarra di Jeff Baxter (membro degli Steely Dan). Ma c’e’ di più: versioni extended anche per brani estratti da altri album tra cui I feel love, Last dance, On the radio ed il duetto con Barbra Streisand No more tears. Ciliegina sulla torta la assolutamente indispensabile Mac Arthur Park Suite, 17 minuti e mezzo nei quali le doti vocali di Donna Summer hanno tutto il tempo di farsi apprezzare a dovere. Originariamente il brano era la facciata uno di Live and More.

Nata a Boston nel 1949 (vero nome LaDonna Andre Gaines) Donna Summer ha avuto una cattiva pubblicità presso il pubblico gay a causa di una sua presunta dichiarazione sull’Aids come giusta punizione divina. Le sue smentite in proposito sono state numerose e ripetute ma la chiacchiera ha continuato a circolare. Nel 1991 un giornale di New York ha però anche dovuto pagarle una bella cifra per aver ancora una volta riportato la notizia in una sua rubrica di gossip. La cantante ha da allora partecipato molte volte a raccolte di fondi per la lotta all’Aids. Forse e’ arrivata l’ora di lasciarsi alle spalle la vicenda e mettere la cosa a tacere una volta per tutte, e riascoltarla al suo meglio in versione estesa e da… cattiva ragazza.

Verso la fine del 1979 anche un’altra splendida voce nera tornava in sala d’incisione e per il suo nuovo album (l’ultimo che per qualche anno avrebbe inciso per la mitica etichetta Motown): Diana Ross si rivolse alla premiata ditta degli Chic, ovvero agli autori e produttori Nile Rodgers e Bernard Edwards. In precedenza la Ross era stata una Dorothy nera nell’aggiornamento de Il mago di Oz intitolato The wiz, Billie Holiday in The lady sings the blues e aveva posato come Josephine Baker. Era tempo di un cambio di immagine, nonché di stile musicale: ci voleva una svolta radicale che dimostrasse le sua completa libertà dai dettami della nota etichetta di Detroit che l’aveva lanciata ai tempi delle Supremes.

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:


Commenta l'articolo...