Dolcenera delle meraviglie, aspettando Sanremo

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In attesa del Festival, Dolcenera ci racconta il suo nuovo album dedicato all'amore che prende spunto da un libro gay. "Il caso Povia? Prendo le distanze."

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“Dolcenera nel paese delle meraviglie”, proprio così s’intitola il nuovo disco di Manu Dolcenera che uscirà venerdì 20 febbraio per la Sony Bmg. Un concept album dedicato all’amore che, in tutte le sue sfaccettature, è il paese delle meraviglie. Dodici nuove canzoni frutto del percorso artistico e umano di Manuela, un nuovo produttore, una band rinnovata, che ha suonato e inciso insieme le partiture, come a voler dare al tutto un sapore live. Quello tra Dolcenera e il pubblico gay è stato amore a prima vista ed è per questo che proprio a noi ha voluto raccontare in anteprima quest’ultimo lavoro.

Manuela, tre anni di silenzio, cos’è successo nella tua vita in questo periodo di pausa?

Alla fine del 2006 ero stremata, avevo fatto un sacco di cose, avevo bisogno di togliermi un po’ dalla scena mediatica e così ho deciso di fermarmi un po’. Sono stata a casa, mi  sono concentrata sulle canzoni nuove, pur facendo ancora qualche esibizione live: un’altra tournée in Germania, poi ho aperto i concerti di Zucchero in Austria e sono stata ospite sul palco di Vasco ad Ancona per due giorni. Tutte esperienze bellissime. Ma in primo luogo quello che ho fatto è stato il cercare me stessa, attraverso le canzoni che scrivevo.

Cos’è successo di particolare nella tua vita che ti ha fatto finire nel paese delle meraviglie?

Quella è una citazione presa da “Scritto sul corpo”, un libro di Jeanette Winterson che dice che l’amore è il paese delle meraviglie. Lei è un’icona lesbo, ma il libro è scritto con molto mistero, non si capisce se sta parlando di un uomo o di una donna. Questa frase mi ha molto colpita, mi sono sentita Alice e ho fatto così due citazioni in una. Tutto perché questo nuovo album parla dell’amore, in tutte le sue facce e sfumature, per la persona che si ha accanto, per gli amici, per i figli, per la politica. Inoltre questo titolo dal tocco fiabesco richiama una sensazione di positività che è quello che provo in questo momento.

L’amore è protagonista di questo disco perché sei innamorata, perché cerchi l’amore o perché non lo trovi magari?

Ho pensato che in un’epoca di crisi generale dell’Occidente, l’unica cosa che può rassicurarci è almeno sentirci in equilibrio con chi amiamo. Io ho cercato di fare questo con la persona che mi sta a fianco.

C’è un modo per raggiungere questo equilibrio, tu come hai fatto?

Trovando la complicità senza bisogno di spiegarsi troppo, questa è la cosa più appagante.

C’è anche un po’ d’amore gay in questo disco nuovo?

Non ho esplicitamente toccato l’argomento come ho fatto in precedenza, ma l’amore vale per tutti. Ognuno di noi è una bellissima canzone d’amore.

La tua nuova immagine è molto più femminile, non sei più il “maschiaccio” del passato?

Tu come la vedi?

Sei bellissima, capelli molto lunghi, truccata, smalto rosa, la gonna, un cambiamento incredibile!

È stata una cosa naturale, fa parte di quella ricerca che ti dicevo prima. Scrivendo e facendo un resoconto tra ciò che ero e ciò che apparivo, mi sono accorta di essere più serena. Questo mi ha portato  anche a dei cambiamenti all’esterno, a togliere quel trucco nero, a tirare fuori un po’ di più la mia parte femminile che era stata fin troppo coperta. Prima mi dava sicurezza vestirmi con jeans e magliette larghe, a un certo punto ho sentito questo come una maschera che mi copriva e ho deciso di toglierla. Adesso solo gonna e tacco dodici!

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Parliamo un po’ di Sanremo. Alcuni giorni fa, su Repubblica, Gino Castaldo ha dato un bel 4 alla canzone cha presenterai, “Il mio amore unico”.

Il pezzo è molto figo, direi cool! È veloce, pieno d’energia positiva, sensualmente femminile, ha un bell’arrangiamento ballabile. Se un critico ricerca qualcosa di politico all’interno della mia canzone, o una questione morale o sociale, non la trova. Forse è per questo che mi ha dato un voto così basso, io nei miei brani ho sempre toccato tematiche a sfondo sociale. Stavolta avevo voglia di essere diversa. Credo però che si ricrederà quando mi vedrà cantarla sul palco.

In compenso a Povia ha dato 1! Cosa pensi ti tutto il polverone intorno a questo caso?

Conosco Povia da prima de “I bambini fanno oooh”, già allora scrisse una canzone sull’anoressia, non è la prima volta che affronta temi scottanti. Non so cosa ha scritto in questo pezzo, nessuno lo ha ancora letto, c’è tutto un mistero di cui non trovo l’utilità. Ognuno è libero di scrivere ciò che vuole e ha il diritto di continuare a farlo. Se però nel testo c’è scritto, o si evince, che l’essere omosessuali è un qualcosa da cui ci si può tirare fuori, come da una malattia, prendo le distanze. È una stronzata! La polemica l’ho trovata un po’ fine a se stessa, soprattutto a livello mediatico.

Un tuo messaggio ai lettori di gay.it?

Non vedo l’ora di rivedervi, in qualche occasione speciale, magari al Mamamia! Il mio brano è molto ballabile sono sicura che “vi garba!”

Chissà se, come anni fa fu con “Siamo tutti là fuori”, sarà scelto da Regina Miami come sigla del Mamamia?

È lì che è nato tutto, che mi avete scelta. È sempre il pubblico che sceglie, ma in questo caso, come è accaduto con voi, è stato in maniera molto più forte.

Manuela in bocca al lupo e tanta m…!

Crepi e m…issima!

di Francesco Belais

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